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Referendum, l’annuncio di Giorgia Meloni: cosa ha detto davvero

09/01/2026 12:12 - Aggiornamento 09/01/2026 12:23

Un chiarimento netto, arrivato in uno dei momenti più delicati del dibattito internazionale. Giorgia Meloni, come si legge su Ansa, prende posizione sul caso Groenlandia e sull’ipotesi, circolata nelle ultime settimane, di un possibile intervento militare degli Stati Uniti per assumere il controllo dell’isola artica.

“Io non credo nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’azione militare sulla Groenlandia, e comunque non la condividerei”, ha dichiarato la premier nel corso della conferenza di fine anno, definendo lo scenario “non realistico” e soprattutto “non conveniente per nessuno”.

Meloni referendum giustizia 2026

Una conferenza lunga, densa, senza sconti. Giorgia Meloni si presenta alla Camera dei Deputati per l’appuntamento di inizio anno con la stampa parlamentare e affronta, una dopo l’altra, tutte le questioni più delicate sul tavolo del governo. Dalla guerra in Ucraina alla Groenlandia, dal Venezuela al referendum, fino al ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale.

Circa quaranta domande, un confronto diretto e un messaggio di fondo che emerge con chiarezza: nessuna fuga in avanti, ma una linea politica che punta su alleanze, prudenza e posizionamento strategico.

Groenlandia e Stati Uniti: “Non credo a un’azione militare”

Uno dei passaggi più attesi riguarda la Groenlandia e le recenti tensioni internazionali legate alle parole di Donald Trump. Meloni esclude con decisione l’ipotesi di un intervento militare americano.

“Continuo a non credere che gli Stati Uniti avviino un’azione militare di questo tipo. E comunque non la condividerei”, afferma la premier, sottolineando come una simile scelta non converrebbe a nessuno, nemmeno a Washington.

Secondo Meloni, il messaggio degli Stati Uniti va letto su un piano politico e strategico, non bellico: l’Artico è un’area sensibile, attraversata da interessi di molti attori internazionali, e gli Usa intendono segnalare che non accetteranno ingerenze eccessive.

Ucraina: “Nessuna opzione Onu per soldati italiani”

Sulla guerra in Ucraina, Meloni chiarisce uno dei punti più delicati: l’eventuale invio di soldati italiani.

“Non esiste oggi un’opzione di intervento sotto l’egida delle Nazioni Unite”, spiega. L’ipotesi in discussione, precisa, riguarda semmai una forza multinazionale legata alla cosiddetta coalizione dei volenterosi, quindi fuori dall’ombrello Onu, con l’obiettivo di rafforzare la difesa ucraina come strumento di deterrenza.

Una distinzione che segna i confini dell’impegno italiano e ribadisce la volontà di evitare passi che possano alterare gli equilibri internazionali.

Venezuela e il caso Trentini

La premier torna anche sulla vicenda di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela. Un caso che il governo segue da oltre quattrocento giorni.

“Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre non potrà abbracciare suo figlio”, afferma Meloni, riconoscendo il dolore di non poter fornire risposte immediate ma assicurando che tutti i canali diplomatici restano attivi.

Meloni saluta con favore la recente liberazione di due cittadini italiani e parla di un segnale positivo che potrebbe aprire una nuova fase nei rapporti tra Italia e Venezuela.

Referendum: “Primavera la finestra più probabile”

Sul fronte interno, Meloni affronta anche il tema del referendum. La data annunciata da Meloni sarebbe il weekend del 22-23 marzo 2026.

Secondo la premier, il periodo più probabile resta quello tra fine marzo e inizio primavera, escludendo al momento qualsiasi impasse istituzionale.

Giornalisti, sicurezza e memoria

Un passaggio significativo è dedicato al ruolo dei giornalisti, soprattutto quelli che lavorano in aree di conflitto. Meloni ribadisce l’impegno del governo per garantire maggiore sicurezza agli operatori dell’informazione all’estero.

Ricorda poi il primo via libera parlamentare alla legge che istituisce una giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro, definendola una battaglia di civiltà.

Spionaggio e media: “Attendiamo chiarezza”

Rispondendo alle domande sulla vicenda dello spionaggio, la premier assicura pieno supporto alle indagini e nega l’uso del software Graphite contro i giornalisti.

Attenzione anche al futuro del gruppo editoriale Gedi, in fase di possibile cessione a un compratore estero: l’obiettivo dichiarato è la tutela dei livelli occupazionali.

Una conferenza che fissa la linea del 2026

Nel complesso, la conferenza stampa di inizio anno disegna la traiettoria politica del governo per il 2026: fermezza sui principi, prudenza sul piano militare, centralità delle alleanze Nato ed europee, e attenzione ai dossier interni più sensibili.

Una giornata che non chiude i dibattiti, ma chiarisce la posizione dell’esecutivo su alcuni dei temi più caldi del momento.

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