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Renzi: «Il M5s è finito, Conte non lo salverà», la verità sullo 007 in autogrill

Renzi Conte scontro a distanza – 7 giugno 2021. «I Cinque stelle sono imbarazzanti, hanno cambiato posizione su Olimpiadi, Tap… Ora di Maio ha chiesto scusa sulla giustizia. Visti i tempi, fra 5 anni ci chiederanno scusa sul passaggio Conte-Draghi». Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi all’indomani della rottura ufficiale tra il M5S e Davide Casaleggio e dell’impegno del nuovo capo in pectore, Conte. Tra gli intenti dell’ex premier quello di rilanciare il Movimento.

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Renzi Conte scontro a distanza: «Il M5s è finito, lui non lo salverà», la sua verità sullo 007 in autogrill

«Capire se Conte ha un futuro politico o no, se lo voteranno, è uno dei temi che mi interessa meno in assoluto. Conte ha fatto un’operazione sulla sua persona, ha una base forte di like. Io penso che M5S sia finito e che Conte non lo salverà», ha spiegato Matteo Renzi, che non ha avuto più alcun contatto con l’ex premier da quando ha innescato quella crisi di governo che ha portato alla nascita dell’esecutivo di Draghi. Intervenendo a ‘L’aria che tira’ su La 7, questi ha poi sottolineato: «Al governo Draghi la spina non la stacca nessuno. Alle elezioni si va nel 2023. La gioia è vedere che quelli che erano partiti per buttare giù l’Europa ora sono dentro il governo di Draghi già presidente della Bce. Sono nati populisti e ora sono europeisti». Qualche parola poi sul futuro dell’ex direttore della Banca di Italia al Colle: «È troppo presto, mancano 7 mesi. Mattarella ha il diritto di essere considerato nella pienezza dei suoi poteri fino alla fine. L’ultima cosa da fare è il totonomi. Io vorrei un presidente della Repubblica europeista, quello che so è che il prossimo capo dello Stato sarà in linea con l’atlantismo».

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«Lei ora è più amichevole con Draghi, ma a Palazzo Chigi non ce la vedo, sta in politica da quindici anni»

Sull’ipotesi di Giorgia Meloni come presidente del Consiglio Renzi ha detto: «Lei ora è più amichevole con Draghi, ma a Palazzo Chigi non ce la vedo, sta in politica da quindici anni. I sondaggi vanno e vengono». Una considerazione anche su Enrico Letta, leader del Pd: «Sono molto contento del dibattito sui giovani, ma non mi non ha convinto quando ha chiesto di aumentare le tasse. In Italia la tassazione è al 44%, in America al 26%. C’è una sinistra che pensa si possano aumentare le tasse, da noi invece sono troppo alte», ha detto Renzi. Sul dissapore con il segretario dei Dem il leader di Iv ha aggiunto: «Lo scontro tra me e Letta è precedente allo ‘stai sereno’. Nell’ottobre del 2013 ha aumentato l’Iva, che passò dal 21 al 22 per cento, e io ero contrario: è una discussione sulle tasse che ci portò alla divisione». A proposito del suo incontro con lo 007 Marco Mancini in un autogrill prima di Natale, l’ex sindaco di Firenze ha dichiarato: «Quel signore è un dirigente dello Stato che incontra nello stesso periodo anche Di Maio, Salvini, Conte. Il mio incontro non è ‘aumma aumma’. Stavo tornando a casa di corsa e gli ho chiesto di incontrarci all’autogrill. Io non ho nulla da nascondere. Un complotto per mandar via Conte? Macché… Ero andato in tv a dire di voler mandar via Conte se non cambiava». Leggi anche l’articolo —> Draghi al Quirinale dopo Mattarella? “Macché, re dell’Universo”, i nuovi scenari

Giuseppe Conte

 

 

 

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