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Repubblica come Libero? Il titolo “Cancellare Salvini” fa infuriare il leader della Lega

Questa mattina l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ricevuto il buongiorno da Repubblica con un bel titolone di apertura: “Cancellare Salvini“. Il giornale diretto da Carlo Verdelli ha palesemente sfruttato un’intervista a Graziano Delrio, nel quale il dem ha espresso la necessità di rimuovere in tempi brevi i Decreti Sicurezza, per provocare un po’ il numero uno del Carroccio. E così è nato un titolo… in stile Libero.

Repubblica apre il giornale con “Cancellare Salvini”

Repubblica questa mattina si è presentato in edicola con la scritta a lettere cubitali contro il leader della Lega “Cancellare Salvini”, cosa che non è stata particolarmente apprezzata dall’ex ministro dell’Interno. Il tutto nasce da un’intervista a Graziano Delrio, nel quale ha dichiarato che “dopo la legge di Bilancio è arrivato il momento intervenire sui decreti Salvini. Partendo dalle cose che sicuramente condividiamo e che abbiamo già scritto: accogliere i rilievi fatti dal presidente della Repubblica e scrivere una nuova legge sull’immigrazione che superi l’emergenza e affronti il problema dal punto di vista strutturale. Con decreti flussi, persone che arrivano con nome e cognome, viaggi regolati dalle ambasciate e non affidati a scafisti senza scrupoli”.

L’intervista già puntava il dito contro Salvini tramite le parole dei Dem, e Repubblica ha pensato di rincarare la dose presentandola con un bel titolo provocatorio che, probabilmente soddisfacendo le aspettative, ha creato numerose polemiche. In particolare, a indignarsi è stato il diretto interessato, Matteo Salvini, che immediatamente ha pubblicato: “Prima pagina di Repubblica: “Cancellare Salvini”. Questa è istigazione a delinquere. Poi parlano di odio e violenza… Gli unici che istigano all’odio e alla violenza sono loro.”

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Le polemiche create da Repubblica per il titolo “Cancellare Salvini”

Non solo Matteo Salvini non ha apprezzato il titolone di apertura di Repubblica. I capigruppo di Camera e Senato in quota Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, hanno puntato il dito contro il quotidiano romano e hanno dichiarato:” La prima pagina di oggi de “La Repubblica” è la testimonianza diretta che la cultura dell’odio sta inequivocabilmente a sinistra, che, come da suo DNA, non tollera quanti non si riconoscono nelle sue posizioni; è una minaccia ignobile che travalica il dibattito politico e la divergenza di opinioni. Pensare di poter “cancellare” chi la pensa diversamente, rimanda alla mente scenari inquietanti e inaccettabili”.

“Sconcerta che un quotidiano di questo calibro- continuano i due esponenti- faccia filtrare così tanto odio e meschinità; e poi parlano di tolleranza e democrazia. Sappiano comunque che possono scrivere e dire ciò che vogliono perché il consenso della Lega e di Matteo Salvini è fatto di ascolto, partecipazione e rispetto delle regole: non basta un titolo di giornale per fermare un movimento popolare”.

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La risposta di Repubblica a Matteo Salvini

Non si è fatta attendere la risposta di Repubblica tramite la voce del suo direttore Claudio Verdelli: “Quel titolo non è un auspicio ma una sintesi giornalistica di quello che dice Delrio in un’intervista sulle questioni legate all’immigrazione. Non si tratta di un editoriale, ma è la sintesi del pensiero di Delrio il quale dice che il governo deve cancellare i decreti Salvini sull’immigrazione come è stato chiesto dal Quirinale. Abbiamo riportato quello che ha detto Delrio, punto. Sarebbe diverso se, viceversa, ci fosse un editoriale con scritto ‘cancellare Salvini'”, perché in quel caso si tratterebbe di “un’opinione del giornale”.

Successivamente è seguita anche una nota della direzione del giornale: “L’ex ministro dell’Interno prende lucciole per lanterne: Repubblica ha riportato e sintetizzato in un titolo di prima pagina il senso di un’intervista al capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio sul tema delle politiche migratorie da cambiare, a partire dai Decreti Sicurezza – poi diventati legge – già criticati dal Quirinale. Trasformare la sintesi di un’intervista in un attacco personale è indebito e anche un po’ indecente”. Parole accompagnate dal titolo “Salvini attacca Repubblica. La nota della direzione” che, più che una spiegazione, suonano un po’ come le unghie quando si tenta di arrampicarsi sugli specchi.

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