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Revoca Autostrade, Conte: «Benetton prendono in giro, non sacrificheremo il bene pubblico»

Intende proseguire con la linea dura il premier Giuseppe Conte nella trattativa con Autostrade: deciso per la revoca delle concessioni ad Aspi, il presidente del Consiglio – intervistato da La Stampa – si è rivolto ai Benetton, principali azionisti del gruppo Atlantia. “Non hanno ancora capito – ha affermato Conte facendo riferimento alla famiglia di imprenditori trevigiani – che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati”.

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Revoca Autostrade, Conte: “I Benetton hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli”

“Hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: – ha proseguito il premier che dovrebbe portare la questione sul tavolo del Consiglio dei Ministri domani, martedì 14 luglio – può bastare così. Non siamo disponibili a concedere ulteriori benefici”. “Non prendono in giro il presidente del Consiglio e i ministri, – ha puntualizzato Contema i familiari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani”. La questione Autostrade si protrae, infatti, dal crollo del ponte di Genova, avvenuto ormai due anni fa, il 14 agosto 2018. “La verità – ha tuonato Conte in un’altra intervista al Fatto Quotidianoè che le varie proposte transattive fatte pervenire da Aspi non sono soddisfacenti. È inaccettabile la pretesa di perpetuare il regime di favore in caso di nuovi inadempimenti degli obblighi di concessione”.

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Ipotesi vertice di governo nelle prossime ore

Intanto il premier potrebbe convocare nelle prossime ore un vertice di governo, prima della riunione in Consiglio dei ministri ipotizzata per domani, martedì 12 luglio. “Se si decidesse per la revoca della concessione, – si legge sull’Ansaservirebbe una legge da portare in votazione in Parlamento. Ma ancora in queste ore nel governo si ragiona sull’ipotesi di un accordo in due fasi: il via libera alla proposta dell’azienda e poi l’aumento di capitale che, ‘senza dare soldi ai Benetton’, ridimensionerebbe la presenza di Aspi. Soggetti interessati a entrare, assicurano più fonti, ce ne sarebbero diversi, da Cdp a Poste Vita fino a fondi come Macquarie”. >> Autostrade, oggi si decide per la revoca o per il controllo pubblico

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