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Riaperture, il Cts fa un passo indietro: coprifuoco alle 22, ancora stop per ristoranti al chiuso e palestre

Per oggi, 20 aprile 2021, è previsto un ulteriore vertice tra Regioni e Governo per valutare i protocolli per le riaperture. Sebbene le Regioni e il centrodestra scalpitino per riaprire le attività e allentare le misure il prima possibile, il Cts frena l’entusiasmo. I dati dei contagi ad oggi consentirebbero a 13 regioni in zona gialla ma è presto per togliere tutte le misure, perché ad oggi si rischierebbe che il numero dei contagi crescerebbe di nuovo. Riaperture ristoranti palestre cinema andranno valutate oggi e ancora venerdì prossimo, con il monitoraggio dei dati dell’Iss.

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Uno dei temi principale da discutere al vertice è se estendere o meno il coprifuoco. Il Governo ha già annunciato che almeno per qualche settimana il coprifuoco rimarrà alle 22. La scelta è dettata dal fatto che ora come ora bisogna scongiurare la movida, per non rischiare un aumento dei contagi. Non sono d’accordo i ristoratori che chiedono uno slittamento fino alle 23 per garantire un buon servizio all’ora di cena. Anche i cinema vorrebbero che il coprifuoco scattasse almeno alle 23 così che gli ospiti possano approfittarne degli spettacoli programmati alle 20.30.

Il Cts è anche convinto che sia presto per dare la possibilità ai ristoranti al chiuso di restare aperti. La Fipe-Confcommercio ha già sottolineato che “riaprire solo le attività che hanno i tavoli fuori, significa prolungare il lockdown per oltre 116mila pubblici esercizi”. Per ora la linea del Cts è rigida su questo punto e sembra che la questione non verrà presa in considerazione almeno fino a metà maggio. Anche i gestori delle palestre hanno lamentato la decisione che la riapertura non avverrà prima di giugno. Queste attività bisogna ricordare che sono serrate da ottobre 2020. Il Cts è pronto a valutare i protocolli, sui quali però ha già espresso alcune perplessità, in particolare sull’utilizzo degli spogliatoi.

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Un altro punto su cui discutere oggi sarà il cosiddetto pass vaccinale. Il pass è soluzione proposta venerdì scorso per consentire di spostarsi tra le Regioni arancioni e rosse e per partecipare a determinati eventi e dei rischi degli spostamenti. Il pass vaccinale servirebbe a certificare l’avvenuta immunizzazione (tramite vaccino), l’esito negativo di un tampone o l’avvenuta guarigione, ma non sono definiti i dettagli pratici.

In ogni caso numeri non sono così buoni da abbattere le restrizioni. Sebbene Regioni e Lega premano per ripartire, il Governo sceglie la strada più prudente. Anche per il sindacato dei medici ospedalieri “allo stato attuale non ci sono le condizioni per riaprire, i numeri dei contagi e delle terapie intensive sono ancora alti”. E il Cts ha confermato che bisogna procedere con cautela per evitare che l’andamento della curva dei contagi risalga drasticamente.La maggior parte dei tecnici considera le aperture in questo momento, con la campagna vaccinale in corso, più che altro una concessione alla politica, nulla che possa essere sostenuto dai dati scientifici.>>Tutte le notizie

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