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Rientro a scuola, braccio di ferro tra De Luca e il governo Draghi: parla il ministro Bianchi

Qualcuno parla già di “golpe”. L’iniziativa del governatore De Luca di tenere chiuse le scuole e non riaprirle il prossimo 10 gennaio non è passata inosservata. Il presidente Campania, che da tempo sta criticando le scelte dell’esecutivo guidato da Mario Draghi sull’emergenza sanitaria, ha definito i provvedimenti adottati delle “babbarìe”, vale a dire “cose che sono un po’ più deboli delle bestialità, ma un po’ più gravi delle sciocchezze”. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo è intenzionato ad impugnare la decisione di De Luca: Draghi non resterà a guardare. Il premier è pronto ad adottare la linea dura ed è pronto a trascinare in tribunale il governatore. Intanto è di stamani l’intervista al professor Patrizio Bianchi. Il ministro dell’Istruzione ha chiarito al «Corriere della Sera» l’indirizzo del governo. Lunedì, dopo un silenzio di quasi un mese (non si espone in pubblico dalla conferenza stampa dello scorso 22 dicembre) Draghi parlerà.

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rientro a scuola

Rientro a scuola, braccio di ferro tra De Luca e il governo: parla il ministro Bianchi

«Ho incontrato i rappresentanti sindacali dei presidi parlato con molti dirigenti scolastici, ascoltandone le preoccupazioni. Nessuno vuole lasciarli soli o scaricare responsabilità su di loro. Il governo ha approvato, con forza di legge, misure a tutela della scuola in presenza e in sicurezza, come era stato richiesto anche dai dirigenti. Si tratta di applicarle, tutti insieme. E di affrontare, insieme, anche le eventuali difficoltà», ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. «La nostra è una scelta chiara: tutelare il più possibile la presenza e, con essa, i nostri ragazzi e i bambini che vengono da due anni difficili, caratterizzati da discontinuità che hanno segnato il loro apprendimento: i dati Invalsi lo hanno detto con chiarezza. Nella legge di bilancio abbiamo stanziato 400 milioni per la proroga dell’organico Covid, che consentirà di affrontare anche questa fase», ha aggiunto l’esponente del governo Draghi. La via maestra resta la vaccinazione«È lo strumento per tutelare la scuola, per un ritorno alla normalità. Chiedo a tutti un atto di responsabilità: a chi tra gli adulti ancora non si è vaccinato, alle famiglie, alle Asl perché tutti insieme acceleriamo la vaccinazione, in particolare dei più piccoli. È necessario anche dare priorità ai test. Il governo ha stanziato 92 milioni per i test gratis ai ragazzi della secondaria», ha sottolineato Bianchi.

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«La legge è molto chiara: permette ai presidenti di Regione di intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie»

Quello che il premier Draghi pensa si potrebbe sintetizzare in questo passaggio dell’intervista del ministro dell’Istruzione«Sottolineo che finora nessun Paese europeo ha deciso di chiudere le scuole. Se fosse necessario, devono essere le ultime a chiudere. Abbiamo definito i limiti oltre i quali possono scattare delle chiusure mirate con il decreto legge di agosto. Si possono far scattare le lezioni a distanza solo in casi eccezionali. Ma il ricorso massiccio alla Dad, oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore». A proposito dell’annuncio di De Luca di tenere chiuse le medie ed elementari fino a fine mese, Bianchi ha dichiarato: «La legge è molto chiara: permette ai presidenti di Regione di intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie. Queste condizioni oggi non ci sono oggi. Ritengo vi siano gli estremi per impugnare quell’atto». Leggi anche l’articolo —> Rientro a scuola: i presidi chiedono una proroga a Draghi, ma il governo non sembra ripensarci

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