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Roberto Saviano condannato: dovrà risarcire 10 mila euro per plagio in Gomorra

23/07/2026 14:11 - Aggiornamento 23/07/2026 14:15

Roberto Saviano, condanna della Cassazione per plagio nel libro Gomorra

Si chiude dopo quasi vent’anni una delle controversie legali più lunghe legate al mondo dell’editoria italiana. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di Roberto Saviano, che dovrà risarcire 10 mila euro per alcuni articoli di giornale riprodotti all’interno del suo celebre libro “Gomorra” senza che ne venisse citata la fonte.

Una vicenda giudiziaria complessa, che affonda le radici nel 2008, quando due testate campane, il Corriere di Caserta e le Cronache di Napoli, decisero di portare in tribunale lo scrittore napoletano.

L’origine della causa: articoli copiati senza citazione

Al centro del contenzioso, la presunta riproduzione illegittima all’interno del testo di alcuni articoli pubblicati dai due quotidiani, entrambi facenti parte del gruppo editoriale Libra. Secondo l’accusa, quei pezzi giornalistici sarebbero stati inseriti nel libro in maniera pressoché identica all’originale, senza che venissero indicati né gli autori né le testate di provenienza.

Una circostanza che, secondo i giudici, ha effettivamente violato i diritti d’autore dei giornalisti coinvolti, anche se in misura diversa a seconda dei due casi analizzati durante il processo.

Dal primo verdetto all’aumento del risarcimento

La vicenda giudiziaria ha attraversato diversi gradi di giudizio. Inizialmente, la cifra stabilita come risarcimento era pari a 6 mila euro. Successivamente, la Corte d’appello di Napoli, nel 2024, ha rivisto al rialzo l’importo dopo un pronunciamento della Cassazione, portandolo a 10 mila euro complessivi.

Nel frattempo, a partire dall’undicesima ristampa del libro, la casa editrice Arnoldo Mondadori Spa è stata obbligata a inserire all’interno del volume “Gomorra – Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra” tutte le fonti utilizzate da Saviano, comprensive di cronisti, articoli e testate coinvolte.

Il ricorso della Libra Editrice e la decisione finale

Non soddisfatta della sentenza d’appello, la Libra Editrice aveva presentato ricorso contro la decisione della Corte d’Appello di Napoli, sperando in una revisione al ribasso della cifra. La Cassazione, però, ha respinto il ricorso, ritenendo congrua la somma stabilita nei gradi di giudizio precedenti.

Un punto interessante emerso dalle motivazioni riguarda il peso relativo degli articoli copiati rispetto all’opera nel suo complesso: secondo i giudici, il contributo di quei testi al successo del libro sarebbe stato marginale, vista la loro brevità rispetto alla mole complessiva del volume.

Il “merito letterario” riconosciuto a Saviano

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici non hanno mancato di sottolineare la capacità dello scrittore di rielaborare il materiale giornalistico, integrandolo all’interno di una narrazione più ampia e di alto valore letterario. Un riconoscimento che, tuttavia, non è bastato a escludere la responsabilità per la mancata citazione delle fonti.

Per quanto riguarda i tempi delle violazioni, i giudici hanno inoltre chiarito che una delle due situazioni si è protratta per un periodo relativamente breve, fino all’ottobre 2006, mentre nel secondo caso, pur non essendo indicato il nome della testata, veniva comunque specificato che si trattava di un articolo tratto da un quotidiano locale. Anche questa seconda irregolarità si è conclusa nel 2016, con la successiva indicazione della fonte.

Cosa cambia adesso

Con la pronuncia della Cassazione, il contenzioso può dirsi definitivamente concluso. Resta però il valore simbolico della vicenda, che negli anni ha riacceso più volte il dibattito sui confini tra ispirazione giornalistica, rielaborazione narrativa e rispetto del diritto d’autore, temi centrali soprattutto quando si parla di opere di inchiesta come “Gomorra”, diventato negli anni un caso editoriale internazionale.

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