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Anche la Romagna in zona rossa, Bonaccini: “Era doveroso intervenire”

6 marzo 2021 – Dopo le province di Bologna e Modena, anche la Romagna da lunedì 8 marzo diventa zona rossa. Anche Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini passano dall’arancione scuro al rosso: sono 2 milioni e 800mila cittadini i cittadini a cui sarà imposto il massimo livello di restrizione. La decisione è arrivata nonostante, nel tardo pomeriggio, in seguito al monitoraggio, Roberto Speranza avesse destinato l’Emilia Romagna in zona arancione scuro.

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Romagna zona rossa

Da lunedì 8 marzo e almeno fino al 21 marzo chiudono Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, andando ad aggiungersi alle due province emiliane già in zona rossa. Il 60% circa dell’Emilia Romagna sarà così zona rossa. Doccia fredda per Forlì, che fino a qualche giorno fa era un’isola felice che era rimasta colorata di arancione chiaro. Autocertificazione d’obbligo per uscire di casa: scuole e negozi chiusi, esclusi quelli di generi alimentari e necessità primarie. Il governo aveva graziato la Regione, decidendo di lasciarla in zona arancione, ma dopo cena è arrivata la comunicazione: dopo il tira e molla tra competenze regionali e centrali, Bonaccini ha deciso di fare il salto verso il rosso.

Bonaccini: “Decisione dolorosa”

“Decisione dolorosa, ma era doveroso intervenire”, hanno spiegato il presidente della Regione e Raffaele Donini, assessore alla Salute. La situazione è oggettivamente complicata e pare che questo lockdown romagnolo sia stato suggerito e sostenuto dall’Ausl Romagna. Negli ultimi 14 giorni, da Rimini a Ravenna, c’è stata un’incidenza di 832 casi di positività ogni 100mila abitanti. Quanto ai ricoveri, 486 nei reparti Covid, mentre le terapie intensive risultano occupate al 38%, al di sopra della soglia limite del 30%. Enzo Lattuca, sindaco di Cesena, ha commentato: “Provvedimento duro, ma necessario. Anzi, speriamo che sia sufficiente”. Diverso il parere di Gianluca Zattini, sindaco di Forlì: “Dobbiamo chiudere tutte le scuole, non condivido. Questa è una bomba atomica sulle famiglie, rischiamo che sia peggio la toppa del buco”.

Vaccini Emilia Romagna

Intanto la Regione procede a passo spedito con la distribuzione del siero. Al primo marzo i soggetti che nella sola Romagna avevano ricevuto la prima dose vaccinale erano 61.427 e ad aver completato la vaccinazione, 30.298. Mentre al 4 marzo erano già 3.494 le dosi somministrate al personale scolastico da parte dei medici di Medicina Generale. In arrivo per la Regione, nel mese di marzo, 626mila dosi di vaccini. >> Tutte le news

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