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Rosa e Olindo, il reperto 43 avrebbe potuto salvarli? La traccia di sangue non sarà mai analizzata

Rosa e Olindo fermati dalla Corte d’assise di Como che ha respinto la richiesta della difesa di analizzare i reperti di indagine trovati sulla scena del delitto e mai esaminati prima. Tra questi un telefono appartenuto, si ipotizza, a una delle vittime, Raffaella Castagna. Tra i reperti una traccia di sangue sulla quale molto avevano puntato i difensori dei coniugi Romano, condannati in via definitiva all’ergastolo per il massacro consumatosi nella corte di Via Diaz l’11 dicembre 2006, in cui furono trucidati Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di due anni, sua madre Paola Galli e la signora che abitava al piano superiore, Valeria Cherubini.

rosa e olindo reperti

 

Erba, il Reperto 43 nasconde un’altra verità sulla strage?

Dagli inquirenti venne classificato come ‘Reperto Numero 43’: si tratta di una chiazza di sangue sul pavimento, che il generale Garofano – a capo del Ris di Parma all’epoca delle indagini – in studio a Quarto Grado ha definito “piuttosto un’alonatura, non una vera macchia”. Una traccia di sangue incompleta isolata sul pianerottolo di casa di Raffaella Castagna, dove avvenne il massacro. Oltre a questo reperto, non saranno mai analizzati nemmeno un accendino. un mazzo di chiavi, un telefono cellulare di vecchia generazione, un capello sulla felpa del piccolo Youssef e le tracce organiche presenti sotto le unghie di tutte le vittime.

reperto 43 strage erba foto tratta da quarto grado

Dal reperto 43 non fu possibile, 14 anni fa, estrarre un profilo genetico e quindi la traccia ematica non potè essere attribuita. Con le nuove tecniche di indagine, ne sono convinti i difensori di Rosa e Olindo, oggi tutto ciò sarebbe possibile e dall’eventuale risultato degli esami si potrebbe avere una vera svolta nel caso. Esami che, lo ricordiamo, non avranno mai luogo secondo quanto deciso dalla Corte di Assise di Como, sebbene la difesa dei due condannati abbia già annunciato ricorso contro il succitato rigetto.

Rosa e Olindo: sfuma la possibilità di analizzare i reperti

Come finì, la traccia 43, nel terrazzo di casa Castagna? Rosa e Olindo intercettati subito dopo il massacro non fecero mai riferimento alla terrazza. Per l’accusa fu trasportata lì per errore dai vigili del fuoco durante i soccorsi. Ipotesi contestata dalla difesa che per questo ne chiedeva la analisi, convinta che la dinamica del delitto sia stata ben diversa da quella cristallizzata nei tre gradi di giudizio. Per gli avvocati di Rosa e Olindo, infatti, gli assassini fuggirono dalla terrazza dopo la strage e non dalla porta di ingresso, come sostenuto dalla accusa. Durante la fuga lasciarono quella traccia di sangue che, stando agli ultimi accadimenti, non sarà mai analizzata.

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