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Cosa c’è dietro il sabotaggio al “San Camillo” e l’attacco hacker allo “Spallanzani”

Coronavirus news, tra sabotaggi e attacchi hacker. Gli ultimi giorni sono stati particolarmente difficili per alcuni enti ed istituzioni in prima linea nella battaglia contro il Covid-19. Non stiamo parlando dell’Inps, a detta del suo presidente oggetto di violenti attacchi hacker nel giorno in cui sono state aperte le procedure per richiedere il bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi. Stiamo parlando dell’ospedale “San Camillo” e dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Spallanzani” di Roma.

Coronavirus news

Il sabotaggio al “San Camillo”

Al “San Camillo” è stato preso di mira il laboratorio che esegue i test di positività al Covid-19. Il computer del laboratorio è stato messo fuori uso, come riferiva ieri in serata il quotidiano La Repubblica. “Ho appreso dal Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo che questa notte è avvenuto un sabotaggio delle apparecchiature del laboratorio per test Covid-19 che doveva essere attivato oggi. Un fatto gravissimo che ci indigna. È stata presentata denuncia ai carabinieri, i colpevoli dovranno essere puniti”, ha detto al quotidiano romano l’assessore alla Salute della regione Lazio Alessio D’Amato. L’attacco è sicuramente stato pianificato con cura. E’ avvenuto infatti nel giorno in cui nel laboratorio del nosocomio della Capitale sarebbero dovuti iniziare i test sul Covid-19. Si è trattato di sabotaggio “fisico” su una strumentazione informatica. Qualcuno ha asportato l’hard disk e il cavo di alimentazione del computer.

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Coronavirus news: l’attacco hacker allo “Spallanzani”

Un paio di giorni fa invece, l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Spallanzani” veniva fatto oggetto di un nuovo violento attacco informatico. Nuovo perché non si trattava del primo: da diversi giorni lo “Spallanzani”, struttura d’eccellenza nella lotta all’epidemia da Coronavirus in Italia, è oggetto di tentativi di hackeraggio del suo database di dati clinici. La procura di Roma ha aperto un’indagine già una settimana fa. Il sistema informatico dell’ospedale Spallanzani fa parte dello spesso complesso ospedaliero del San Camillo: solo una coincidenza? Il procedimento, coordinato dal procuratore Michele Prestipino, è stato avviato per il reato di accesso abusivo a un sistema informatico. Ma il punto è un altro: chi c’è dietro a questi attacchi alle strutture in prima linea nella lotta al Coronavirus? Possibile siano i soliti gruppi anarcoidi di hacker? Il sospetto che ci sia ben altro è molto forte.

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Coronavirus news: chi c’è dietro a questi attacchi

Non a caso, per cercare di capire cosa sta succedendo si stanno muovendo i servizi di intelligence. E lo sguardo è rivolto anche fuori dall’Italia. Chi ha interesse ad indebolire ulteriormente il nostro paese in questo momento già critico? Non è bastata certo la riunione straordinaria del Nucleo Sicurezza Cibernetica, l’organo, presieduto dal Vice Direttore Generale con delega al cyber del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis). Una riunione molto riservata, che si è tenuta in formato ristretto, alla presenza delle sole componenti dell’intelligence (Aise ed Aisi) e della polizia postale (Cnaipic). E si muove anche il Csirt (Computer Security Incident Response Teams), il team di esperti informatici europei che lotta contro il cybercrime.

In ogni caso, gli analisti più accorti sostengono che non ci siano come detto “semplici” organizzazioni  anarcoidi di hacker dietro a questi attacchi. Soprattutto quelli informatici. Ci sono elementi che conducono a qualcosa di molto più pianificato. Attacchi troppo ben coordinati che lasciano pensare ad una strategia di tipo militare. Ci sono stati sovrani dietro a tutto questo? Ovviamente sono solo illazioni. Inoltre, gli stati sovrani che in passato hanno dato ospitalità (per essere gentili nel termine…) a eserciti organizzati di hacker e fabbriche di troll sono stati tra i primi a dare aiuto concreto all’Italia. Uno specchio per coprire altro? Forse. Del resto la strategia degli attacchi per indebolire le strutture impegnate nell’emergenza Covid-19 per poi correre in soccorso della martoriata Italia sembra rispondere ad un preciso disegno. Accreditarsi come “nuovi” ed affidabili alleati del paese abbandonato dall’Ue e dai partner storici come gli Usa e spostare così gli equilibri geopolitici dell’area del Mediterraneo. Fantascienza? Secondo noi no. >> Tutti i retroscena di politica

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