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Salvini caso Gregoretti, la spettacolarizzazione dell’udienza per avere l’assoluzione popolare

Sta avvenendo. Era scontato. E’ iniziata la spettacolarizzazione del caso Gregoretti: Matteo Salvini ha organizzato a Catania tre giorni di dibattiti e incontri. Proprio in concomitanza con la prima udienza preliminare. Un mini tour elettorale in grado di raccogliere il maggior sostegno possibile da parte dei suoi fan. E dimostrare così a tutti che, secondo i suoi seguaci, ha davvero fatto il bene del popolo impedendo lo sbarco di quella nave. Insomma: con tutto questo cercherà l’assoluzione popolare, che a quanto pare gli interessa di più che quella giudiziaria.

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matteo salvini

Matteo Salvini caso Gregoretti, punta tutto sull’assoluzione popolare

Carmelo Lopapa di Repubblica l’ha definita la “berlusconizzazione finale della Lega”. Ed è proprio ciò che sta avvenendo: il modus operandi è lo stesso del Cavaliere. L’udienza è già stata trasformata in un vero e proprio evento che monopolizzerà social e televisioni. Ma soprattutto, grazie al sostegno dei suoi, Salvini si è già assolto. A che serve la giustizia se il popolo è dalla sua parte? La cosa ricorda tremendamente il percorso di Silvio Berlusconi e il modo in cui ha affrontato le inchieste che negli anni sono state sollevate su di lui.

È chiaro che non c’è un reato: saranno gli italiani alle prossime elezioni a dire se Salvini ha fatto bene o male“, ha detto il leader della Lega parlando di se stesso in terza persona sugli schermi di Mediaset. Anche perché l’accusa è semplicemente sequestro di persona. Che sarà mai? Forse preoccupa di più il caso Open Arms, un altro su cui Salvini sarà chiamato presto a rispondere. Del resto, lui l’ha fatto per difendere i confini italici. Anche se non è ben chiaro ancora da cosa.

Matteo Salvini

Un’udienza trasformata in un evento mediatico

Sulle scie di Silvo Berlusconi, quindi, Matteo Salvini ha puntato tutto sul trasformare la prima udienza in un vero e proprio evento mediatico. Anche perché se non dovesse andare avanti, quindi se i pm dovessero optare per l’archiviazione, si creerebbe un effetto a catena che travolgerebbe anche gli alti processi. “Sabato, intanto, devono decidere se ci sarà o non ci sarà un processo. Io leggendo le carte direi che non c’è stato alcun reato, conto che qualcuno dica “grazie e arrivederci””, ha affermato ieri davanti ai settanta neoconsiglieri regionali convocati a Roma.

Ed è così sereno che ha deciso di trasformare l’evento in tre giorni di festa, in una vera e propria mobilitazione del popolo in suo favore. Che, come ha sottolineato Lopapa, “finisce con l’avere un peso anche nella partita politica che il segretario sta giocando per consolidare la sua leadership all’interno del centrodestra, appannata dal calo di consensi, dalla frenata delle regionali e dall’incalzare delle inchieste: commercialisti, Russiagate, Bondeno”.

Da domani a #Catania la Lega organizza una tre giorni di incontri e dibattiti con numerosi ospiti su infrastrutture e…

Pubblicato da Matteo Salvini su Mercoledì 30 settembre 2020

Salvini caso Gregoretti, tre giorni di eventi per oscurare l’udienza

Ci saranno tutti: i cittadini, i parlamentari nazionali, gli eurodeputati. Tutti sono stati invitati a Catania per i numerosi appuntamenti che questi tre giorni proporranno. E per tentare in qualche modo di porre in secondo piano l’udienza. Non mancheranno Giorgia Meloni e una delegazione di Forza Italia a sostenere il loro alleato, mandato “ingiustamente” a processo con una votazione al Senato. In particolare, però, sarà la folla a dare forza a Matteo Salvini: nemmeno Berlusconi era mai arrivato a tanto.

Appena finita l’udienza, infatti, il leader della Lega non perderà tempo e subito raggiungerà i suoi militanti, che lo accoglieranno calorosamente e al grido di: “Gli italiani scelgono la libertà”. “Si consumerà così lì il rito di “purificazione”, appunto, col senatore che racconterà di essersi riconosciuto colpevole davanti al giudice, dichiarandosi “reo di aver difeso i confini”, “pronto a rifarlo da presidente del Consiglio”.”

Ricordiamoci, però, che quando Silvio Berlusconi si giocò la carta del popolo di fronte alla Costituzione e ai suoi processi, diede inizio al suo tracollo politico. Ecco, forse Matteo Salvini dovrebbe concentrarsi un po’ di più e, per una volta, non pensare solo ai riflettori. In gioco non c’è solo il suo nome, la anche il suo futuro politico. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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