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Un anno senza Saman Abbas, le ultime notizie sul caso: parla il sindaco di Novellara

È trascorso un anno dalla scomparsa di Saman Abbas, la 18enne di origine pachistana che abitava a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. L’ultima volta in cui è stata avvistata risale alla sera del 30 aprile 2021: le immagini prima di sparire nel nulla catturate dalle telecamera di videosorveglianza dell’azienda in lavorava la sua famiglia. L’ipotesi è che la giovane sia stata uccisa dalle persone, che avrebbero dovuto amarla e proteggerla, perché aveva rifiutato le nozze combinate nel Paese natale dei genitori, con un cugino più grande. Saman aveva sporto denuncia nei confronti dei genitori, dopo il suo rifiuto al matrimonio in Pakistan. “Da quanto emerge dal quadro probatorio lei voleva vivere all’occidentale, indossava i jeans invece degli abiti classici e ha dovuto interrompere gli studi. Questo perché i genitori avevano per lei un futuro già standardizzato secondo la loro cultura. Ma Saman non è che la rifiutasse, però voleva vivere come tutte le altre ragazze della sua età, nel Paese dove fra l’altro l’avevano portata proprio i genitori”, ha spiegato l’avvocato Iannuccelli. Secondo quanto riferito da «Fanpage» la 18enne aveva trovato persino il vero amore in Italia: a Saquib Ayud, il suo fidanzato di allora, ha mandato l’ultimo messaggio.

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Un anno senza Saman Abbas, le ultime notizie sul caso: parla il sindaco di Novellara

Tra coloro che hanno sempre seguito con attenzione la vicenda di Saman Abbas c’è il sindaco novellarese, Elena Carletti, che ha rilasciato una lunga intervista a «Il Resto del Carlino». “Proprio in questi giorni, in occasione del primo anniversario dalla sua sparizione, si sta riaccendendo l’attenzione sul caso. Chiuse le indagini preliminari, col processo alle porte, l’argomento sta tornando di interesse, anche a livello mediatico. In questi giorni ci sono troupe televisive nazionali a Novellara. Noi non abbiamo organizzato nulla di particolare per l’anniversario”, ha esordito il primo cittadino. Poi ha precisato: “Stiamo dedicando tempo e impegno per non lasciare nulla di intentato, anche per cercare di evitare altri casi come quello di Saman. E quando, come ci auguriamo, il processo avrà chiarito meglio quanto accaduto, forse potremo affrontare in modo più approfondito il tema del ricordo della ragazza. Di Saman non ci siamo mai dimenticati e mai lo faremo. Sappiamo pure che prossimamente esponenti della comunità pachistana vorrebbero proporre nuove iniziative contro la violenza e in ricordo di Saman. Valuteremo insieme”.

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Il dettaglio nel video: “Tradita fino alla fine”

Alla domanda “Crede che Saman sia ancora viva?”, Elena Carletti ha risposto così: “Le ricerche effettuate nei luoghi attorno alla sua abitazione, e non solo, hanno usufruito di tecnologie all’avanguardia. Se fosse stato lì, il corpo l’avrebbero trovato. Resto speranzosa fino all’ultimo e mi auguro possa esserci un minimo spiraglio, visto che il corpo non si trova. Ma allo stesso tempo chiedo che sia fatta piena luce e totale giustizia. Le persone in carcere, i genitori ancora latitanti, qualcosa da dire ce l’avranno. Stiamo parlando della sparizione di un’intera famiglia accaduta un anno fa. Le prove sono significative”. Il riferimento al filmato che mostra gli ultimi istanti in cui la ragazza è stata avvistata: “Lei si allontana camminando tranquillamente con genitori e altri parenti. Sembra aver fiducia in loro, non sembra aver paura, non si divincola. È stata tradita fino alla fine da persone che invece dovevano proteggerla. Ed è stato violato il diritto di una persona a scegliere la propria strada. E già solo questo rende la vicenda gravissima”. Leggi anche l’articolo —> Saman Abbas, in un video gli ultimi istanti di vita: il particolare agghiacciante

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