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Sara Pedri ginecologa scomparsa, terrore in reparto: «Sovrano illuminato», così scriveva al primario

Sara Pedri scomparsa ultime notizie: il profondo disagio della ginecologa 31enne di cui si sono perse le tracce lo scorso 4 marzo, è scritto nero su bianco sugli appunti rinvenuti nella suo appartamento. I carabinieri li hanno rinvenuti in casa della dottoressa di Forlì, da pochi mesi trasferita a Trento per lavoro. Si tratta di lettere e appunti che Sara scriveva pensando a sé stessa, alla famiglia, al primario del suo reparto, apostrofato “Sovrano illuminato”.

SARA PEDRI SCOMPARSA TERRORE PRIMARIO SOVRANO ILLUMINATO

«Sovrano illuminato», così Sara Pedri apostrofava il primario del reparto

Cosa succedeva all’interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Santa Chiara all’ospedale di Cles? Ciò che sta emergendo dalle indagini fa rabbrividire. E tutte le ipotesi avanzate dalla famiglia Pedri nelle settimane trovano riscontri sempre più palesi. Il malessere di Sara ormai aveva avviluppato anche il suo corpo: aveva perso 6 kg in breve tempo. Era afflitta, demotivata, angosciata. I quel reparto viveva momenti terribili per i trattamenti ricevuti, come adesso tanti altri sanitari, molti dei quali già avevano chiesto il trasferimento, stanno confermando ai magistrati. Vessazioni, umiliazioni cui Sara Pedri non ha più retto. Prima di sparire, infatti, si è licenziata.

ARTICOLO: Sara Pedri ginecologa scomparsa, schiaffi sulle mani e umiliazioni in reparto: nuove testimonianze

«Mia figlia non è fragile, voglio la verità»: la madre di Sara rompe il silenzio e fa chiarezza

La giovane dottoressa era piena di vita e solare, ma negli ultimi tempi, come la sorella ha anche riferito a Chi l’ha visto?, era diventata irriconoscibile.

Il settimanale Giallo ha pubblicato la lettera ricevuta dalla madre di Sara, la quale ci tiene a fare alcune precisazioni su quanto sta emergendo in queste settimane riguardo a sua figlia. «Sono la mamma di Sara Pedri e scrivo perché non posso più tacere di fronte al tentativo di offrire un’immagine distorta e non veritiera di mia figlia. Sara non è fragile e la sua storia ne è una lampante dimostrazione».  (Continua a leggere dopo la foto)

La donna chiede verità. Che sia fatta luce sulla vicenda, che si riesca a chiarire cosa sia accaduto alla sua adorata figlia e se vi sia – cosa più che plausibile, a quanto pare – un collegamento con il presunto mobbing subito in reparto. «Pregate perché il suo sacrificio non sia vano e possa allontanare per sempre dalla mente umana e dalle coscienze la mancanza di rispetto. La verità su mia figlia deve essere affermata».

Il trasferimento del primario tanto temuto da Sara «serve a poco»: lo sfogo della sorella

Il tanto temuto primario Saverio Tateo è stato allontanato momentaneamente dal reparto in cui Sara prestava servizio. «Non penso che un trasferimento risolva il problema: se non si fa qualcosa per cambiare il suo atteggiamento, spostarlo serve a poco. Visto che nel suo reparto la punizione veniva praticata in maniera “esemplare”, mi aspettavo che sarebbe stata applicata anche nei suoi confronti. C’è qualcosa che continua a sfuggirmi in questa storia e nel modo in cui vengono gestite queste dinamiche», ha commentato la sorella di Sara. Grazie a lei il caso della ginecologa scomparsa ha ottenuto una importante attenzione mediatica che ha altresì dato nuovo input alle ricerche della giovane dottoressa. La sua scomparsa, però, ad oggi è ancora un mistero.

Scomparsa Sara Pedri: la scheda di Chi l’ha visto?

Sesso:F
Età:31 (al momento della scomparsa)
Statura:162
Occhi:castani
Capelli:rossi
Scomparso da:Cles (Trento)
Data della scomparsa:04/03/2021
Data pubblicazione:10/06/2021

Sara Pedri, 31 anni, lavora come ginecologa presso l’Ospedale di Trento. Il 4 marzo è uscita dalla sua abitazione di Cles utilizzando la sua auto, una Volkswagen TRoc, e da quel momento non ha più dato sue notizie. L’auto è stata rinvenuta in prossimità del Ponte di Mostizzolo, al confine tra i Comuni di Cles e di Cis. Le ricerche sono state condotte con l’ausilio di cani molecolari e tracce della donna sono state fiutate lungo l’imbocco della pista ciclabile che da un ponte conduce verso la Val di Sole fino ad arrivare in corrispondenza di un precipizio alla cui base scorre il torrente Noce, che confluisce nel lago di Santa Giustina. Potrebbe interessarti anche —> Sara Pedri ginecologa scomparsa, sentiti ex colleghi: in reparto «Il sistema era punitivo»

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