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Sara Tommasi malattia: «Ho pensato di morire, invece di curarmi abusavo di droghe e sesso»

Ad Ok Salute e Benessere Sara Tommasi, showgirl ed ex modella italiana, è tornata a parlare di un disturbo che le è stato diagnosticato qualche tempo fa: «Sono bipolare ma ho capito che posso guarire», ha affermato la 38enne. «Il bipolarismo mi è stato diagnosticato in pieno successo mediatico: conducevo un programma molto noto dedicato al calcio!», ha spiegato Sara Tommasi. «Inizialmente sono rimasta scioccata, non riuscivo a crederci: mi sentivo bene e pensavo che tutti cospirassero contro di me per invidia. In realtà, non accettavo di essere malata. Per questo motivo non volevo il litio, uno dei farmaci base per curare il disturbo bipolare: ho iniziato ad assumerlo molto tardi sapendo quanto fosse pesante e per anni ho vagabondato in cerca di alternative, ma senza successo. Ho perso tempo, ho commesso molti errori e il bipolarismo è degenerato».

Sara Tommasi

Sara Tommasi malattia: «Ho pensato di morire, invece di curarmi abusavo di droghe e sesso»

«Ho deciso di raccontare pubblicamente la mia esperienza, per dare speranza a chi è affetto da bipolarismo, perché eviti di ripetere i miei stessi errori. Per un periodo della mia vita ho addirittura fatto uso di droghe e girato film a luci rosse: Sara Tommasi, quella vera, non avrebbe mai fatto tutto questo. Credo che la mia malattia sia degenerata a causa dell’abuso di sostanze, così mi sono ritrovata inconsapevolmente a commettere azioni scioccanti. Seguivo tutti quelli che mi invitavano, perdevo la lucidità, mi raccoglievano per strada. Se mi dicevano: «Sara spogliati», io mi spogliavo. Ero come un robot senza anima, senza cervello, senza dignità, in uno stato totalmente confusionale. Poi mi ritrovavo in ospedali e mi raccontavano cosa fosse accaduto», ha confidato Sara Tommasi, mettendosi a nudo, abbassando le difese.

Sara Tommasi

«Ero come un robot senza anima, senza cervello, senza dignità»

«Ho passato un anno in clinica quando ho deciso di voler guarire in fretta, ma poi, sempre a causa dei miei stati alterati d’umore, facevo dentro e fuori dalla casa di cura. Scappavo e ogni volta era mia madre a riportarmi in ospedale, veniva a prendermi in qualunque posto fossi finita. I sanitari mi hanno sempre riservato cure amorevoli e tante attenzioni, devo loro molto, per me sono stati come una seconda famiglia. Più volte ho pensato di morire, di non riuscire a portare a termine le mie cure, di non farcela. Avevo tanta paura di tutto e di dover lasciare mia madre, i miei parenti, i miei amici che mi sono stati vicini: erano tutti loro a chiamare per me dottori, ospedali, ambulanze», ha affermato Sara Tommasi, che poi ha aggiunto: «Oggi sono guarita, tuttavia continuo il mio percorso di cura: proseguo con alcuni farmaci leggeri perché c’è sempre il rischio di una ricaduta, ma sono molto felice di essere riuscita a prendere in mano la mia vita». È una persona diversa«Sono orgogliosa del lavoro di recupero che sto facendo, la gente lo sente e mi vuole bene».

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