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Sabato di sangue a Gerusalemme, la reazione di Israele al razzo palestinese da Gaza: 90 feriti

Non c’è pace per la Striscia di Gaza. Mentre proseguono violenti gli scontri a Gerusalemme est, la reazione di Israele al lancio di un razzo dalla striscia. Lo riportano i principali media arabi, fotografando una situazione drammatica, ancora un volta. (continua a leggere dopo la foto)

Scontri a Gerusalemme est, altri 90 feriti dopo l’assalto alla moschea di Al-Aqsa

Negli scontri a Gerusalemme est sarebbero almeno 90 i feriti tra i palestinesi. Dopo il lancio del razzo dalla Striscia di Gaza è arrivata la reazione israeliana. L’aviazione di Tel Aviv ha colpito una postazione militare di Hamas nella Striscia. Al momento non si hanno notizie di danni o vittime.

L’ultima escalation di violenza arriva nella notte santa dell’Islam di Laylat al-Qadr, un giorno dopo che la polizia israeliana ha preso d’assalto la moschea Al-Aqsa di Gerusalemme, azione nella quale sono rimasti feriti 205 palestinesi.

Secondo quanto riferiscono fonti della Mezzaluna Rossa palestinese, le forze di sicurezza israeliane a cavallo e in tenuta antisommossa hanno lanciato granate assordanti e usato i cannoni ad acqua contro i giovani palestinesi. Questi per tutta risposta hanno lanciato pietre, acceso fuochi e abbattuto le barricate della polizia nelle strade che conducono alle mura della Città Vecchia.

La protesta divampata a causa degli sfratti disposti dalle autorità israeliane

Le tensioni sono aumentate nella Città Santa, nella Cisgiordania occupata e Gaza durante il mese sacro musulmano del Ramadan, tra la rabbia crescente per il potenziale sfratto dei palestinesi dalle case di Gerusalemme Est su terreni rivendicati dai coloni ebrei.

Ieri un funzionario della moschea di Al-Aqsa ha fatto appello alla calma nel complesso attraverso gli altoparlanti dell’edificio di culto. “La polizia deve smettere immediatamente di sparare granate assordanti contro i fedeli, e i giovani devono calmarsi e tacere”.

Decine di migliaia di fedeli palestinesi erano entrati nella moschea l’ultimo venerdì del Ramadan, e molti sono rimasti a protestare a sostegno dei palestinesi che stavano affrontando lo sfratto dalle loro case sulla terra occupata da Israele rivendicata dai coloni ebrei nel quartiere di Sheikh Jarrah di Gerusalemme est. Appelli alla calma e alla moderazione sono giunti dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite, mentre altri, tra cui l’Unione europea e la Giordania, hanno espresso l’allarme per i possibili sfratti.

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