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Sean Connery è morto, addio all’ineguagliata icona maschile del cinema

Sean Connery è morto. L’attore scozzese, celebre soprattutto per avere portato per primo sul grande schermo il personaggio di James Bond e averlo interpretato in sette film della saga, è scomparso oggi, 31 ottobre 2020, all’età di 90 anni. A darne notizia per primo il sito della televisione pubblica inglese, la Bbc. Sean Connery nella sua carriera ha vinto un Oscar nel 1988 per ‘The Untouchables – Gli Intoccabili’, due premi Bafta e tre Golden Globe. È stato nominato cavaliere dalla regina Elisabetta II all’Holyrood Palace nel 2000. Ad agosto aveva festeggiato il suo novantesimo compleanno.

Sean Connery è morto

Sean Connery è morto: il racconto del figlio, l’omaggio del premier scozzese

Connery era malato da tempo. E’ morto serenamente nel sonno mentre si trovava alle Bahamas. Era “malato da tempo”, ha detto il figlio Jason Connery citato dalla Bbc. L’attore “aveva molti familiari accanto a sé alle Bahamas quando è morto, durante la notte”, ha detto ancora il figlio, spiegando che è stato un duro colpo anche “se mio padre non stava bene da tempo”.

E’ “un giorno triste per tutti coloro che conoscevano e amavano mio padre e una triste perdita per tutte le persone in tutto il mondo che hanno apprezzato le sue meravigliose capacità di attore”, ha aggiunto. Connery era scozzese, nativo di Edimburgo. E dalla Scozia è arrivato subito un messaggio di cordoglio nazionale. “Mi ha spezzato il cuore questa mattina apprendere la morte di Sir Sean Connery. La nostra nazione oggi piange uno dei suoi figli più amati”. Lo ha dichiarato il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon.

L’attore che ha reso immortale James Bond, icona maschile per eccellenza

Lo smoking, la Aston Martin, il vodka Martini e la sigaretta fumata elegantemente. L’immagine di Sean Connery, scomparso oggi a 90 anni, è legata indissolubilmente a quella di James Bond, 007, l’agente dei servizi segreti britannici MI6 di cui fu primo interprete sul grande schermo. Un legame perfetto che ha reso immortali entrambi, l’attore e il personaggio, che ha continuato a vivere nell’interpretazione di altri grandi attori ma che senza quell’inizio non avrebbe avuto probabilmente la stessa fortuna. Ma Sean Connery non è stato solo l’agente segreto del cinema più amato di tutti i tempi.

Nato a Edimburgo il 25 agosto 1930, figlio di un camionista e di una cameriera, il suo vero nome era Thomas: lo pseudonimo Sean prese origine da un gioco di parole con un amico irlandese, Seamus, quando aveva dodici anni. Connery lasciò giovanissimo la scuola e a sedici anni si arruolò nella Marina scozzese. Ed è proprio a questo periodo della sua vita che risalgono i due tatuaggi che aveva sul braccio destro, il motto ”Scotland forever” e la scritta ”Mum and Dad”.

Congedato per un’ulcera, dopo l’esperienza militare svolge moltissimi lavori, anche umili. Muratore, modello per l’Edimburgh Art College, guardia del corpo, persino lucidatore di bare. Nel 1950 il trampolino di lancio è la sua avvenenza fisica. Partecipa rappresentando la Scozia all’elezione di Mister Universo e arriva terzo nella sezione “Alti”, forte dei suoi 188 cm di altezza.

Nel 1958 viene scelto come ballerino di fila (ha preso lezioni di danza per undici anni dalla ballerina svedese Gert Malmgren) nel musical South Pacific, e, dopo alcune parti di primo piano in televisione, viene notato dalla 20th Century Fox e comincia a lavorare nel cinema. Il primo James Bond è l’indimenticabile “Agente 007 – Licenza di uccidere”, del 1962, diretto da Terence Young. Nella sua lunga carriera di attore non c’è solo Bond: personalmente lo ricordo brillante e suadente in “Assassinio sull’Orient Express” di Sidney Lumet (1974) e poi dodici anni dopo nei panni di Gugliemo da Baskerville ne “Il nome della Rosa” di Jean-Jaques Annaud (1986), trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Umberto Eco. E poi ancora nel 1987 ne “Gli Intoccabili” di Brian De Palma, interpretazione che gli valse il premio Oscar.

Connery è stato una vera e propria icona maschile del cinema, il “maschio” tipo nell’immaginario collettivo di un’epoca ormai tramontata. L’impronta data nel 1962 da Connery alla figura di 007 non sarà più replicata allo stesso modo. E nonostante per certi versi l’ultimo Bond, Daniel Craig, gli assomigli, il connubio perfetto di virilità, fascino ed ironia suadente di Connery resta unico. >> Tutte le notizie di Cinema

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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