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Scontro sulle pensioni: Draghi si alza e lascia il tavolo con i sindacati. Cosa è successo davvero

Draghi sindacati, su pensioni nessun accordo«Possiamo discutere di quota 101, 102 o anche 102,5, ma il percorso progressivo verso il sistema contributivo non cambia. Indietro non torniamo, perché il sistema previdenziale retributivo ha creato delle vulnerabilità che tutti anche all’estero ci rimproverano». Così il presidente del consiglio ha difeso la manovra finanziaria e le scelte prese. Il confronto con i sindacati non ha portato a nulla. «Fumata nera» dopo due ore e mezza di dialogo fitto: le distanze al momento appaiono insanabili. Lo sciopero sempre più vicino…

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Scontro sulle pensioni: Draghi si alza e lascia il tavolo con i sindacati. Cosa è successo davvero

Mario Draghi non ha intenzione di fare alcun passo indietro, vuole inviare già domani la manovra a Bruxelles. Del resto la scadenza per le consegne pare fosse fissata al 15 ottobre: l’Italia è già in ritardo. Ma i sindacati non sono d’accordo sul nodo delle pensioni. Per il premier la riforma, così come lui e i suoi ministri l’hanno messa a punto, è inevitabile e dovrà passare attraverso «una transizione, graduale». Tutto per andare «verso la normalità», ossia la legge Fornero. Un incontro molto teso, che Draghi ha lasciato ex abrupto per un altro impegno «programmato», non prima di aver taciuto tutto il suo disappunto per delle richieste a suo giudizio esagerate. Per alcuni l’uscita di scena per «un impegno pregresso» non è stato altro che un sottile mezzo diplomatico per coprire un forte fastidio. Anche se così non fosse è evidente un fatto, un errore di valutazione: per aver preso un altro appuntamento a ridosso del confronto sulle pensioni, Draghi aveva sottostimato il meeting con le principali sigle sindacali. Dopo l’allontamento di Draghi, il faccia a faccia è proseguito ma soltanto per dieci minuti, sotto la guida del ministro Renato Brunetta.

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“Il presidente del Consiglio era molto contrariato”

“Il presidente del Consiglio era molto contrariato”, riferiscono i presenti. Un nervosismo quello dell’ex numero uno dell’Eurotower che appare lampante in alcuni passaggi del confronto coi sindacati, riportati da «Il Corriere della Sera». Rispondendo al leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che gli ha contestato di non dare risposte, Draghi ha detto: «Non mi aspettavo un intervento tanto polemico, con 3 miliardi sugli ammortizzatori sociali e 8 sulla riduzione delle tasse, mi sarei aspettato un atteggiamento diverso. La manovra è un pacchetto corposo di misure». Ma per i sindacati niente di quanto è stato deciso è abbastanza: «Questa legge di Stabilità rischia di andare avanti con grandi insufficienze e squilibri, per effetto del mancato dialogo e confronto con le parti sociali», ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, fuori da Palazzo Chigi. «Nel merito ci sono luci e ombre», ma le risorse sono «largamente insufficienti» sia per le pensioni, che per gli ammortizzatori sociali e per la non autosufficienza. Queste le considerazioni di Sbarra, che ha confermato che nelle prossime ore potrebbe aver luogo una «mobilitazione». 

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Braccio di ferro tra il governo e i sindacati

Duro anche l’affondo del leader della Cgil, Maurizio Landini: «Non è accettabile che il lavoro creato sia precario. Siamo in presenza di contratti a termine di qualche mese, di lavoro somministrato. Non è più accettabile che la crescita continui a produrre lavoro precario». Che gli animi fossero accesi lo si era capito già prima che la riunione con il presidente del Consiglio prendesse il via: «Riproporremo, cosa che facciamo da sei mesi, una discussione strutturale sulla riforma del welfare in questo Paese. Se poi la strada del ritorno alla normalità dovesse essere quella della riforma Fornero, noi su questo tema non ci stiamo. Ricordiamo la lettera che Draghi mandò e che diede inizio al governo Monti, le condizioni oggi sono cambiate. La riforma non può cambiare ad ogni tornata elettorale», aveva ribadito Pierpaolo Bombardieri della Uil.

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Pensioni, rottura tra Draghi e i sindacati, che minacciano mobilitazioni

Intanto, da fonti di governo, “Sky Tg24” ha appreso che con la legge di bilancio dovrebbe arrivare la proroga di Opzione Donna e l’estensione dell’Ape social ad altre categorie di lavoratori gravosi. Una scelta che però non è servita a placare i malumori. L’unica nota «positiva», come hanno osservato gli stessi sindacati riguarda i fondi per i contratti del pubblico impiego, promessi dal ministro Brunetta. Leggi anche l’articolo —> Draghi ai giovani: «A voi il compito di trasformare l’Italia. Con un pizzico di incoscienza»

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