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Sondaggi politici 2026, FdI cala ma resta primo: Pd cresce e accorcia le distanze

12/01/2026 20:42

Elly Schlein, Giorgia Meloni e Giuseppe Conte sondaggio SWG 2026

Il nuovo anno politico si apre senza colpi di scena clamorosi, ma con segnali sottili che meritano attenzione. Il primo sondaggio del 2026 fotografa un sistema che, almeno in apparenza, resta stabile. Eppure, osservando con attenzione le variazioni percentuali, emergono dinamiche che potrebbero incidere nei prossimi mesi.

La rilevazione, diffusa nei primi giorni dell’anno, arriva in un momento delicato: il governo è chiamato a gestire nodi economici complessi, mentre l’opposizione prova a capitalizzare il consenso maturato alla fine del 2025. Il quadro che ne esce non parla di rivoluzioni, ma di equilibri che iniziano lentamente a muoversi.

Una leadership che regge, ma mostra i primi segnali

La forza politica che guida l’esecutivo resta saldamente al comando. Il consenso è ancora ampio e non mette in discussione la leadership nazionale. Tuttavia, il sondaggio registra una lieve flessione, un dato che da solo non cambia gli equilibri ma che segnala come anche i partiti più forti non siano impermeabili all’usura del governo.

È un campanello d’allarme debole, ma reale, che indica una fase di assestamento più che di crisi. Un passaggio fisiologico per chi è al potere, ma che verrà osservato con attenzione nelle prossime rilevazioni.

L’opposizione cresce senza strappi

Sul fronte opposto, il principale partito di opposizione mostra invece un segnale positivo. Non si tratta di un balzo improvviso, ma di una crescita lenta e costante, in linea con il trend già emerso nelle ultime settimane del 2025.

Il rafforzamento dell’identità politica e una maggiore esposizione su temi sociali ed economici sembrano aver prodotto un risultato misurabile. La distanza dalla vetta resta ampia, ma il dato conferma che qualcosa si sta muovendo anche fuori dall’area di governo.

Stabilità al centro dello scenario

Al centro del quadro politico, alcune forze confermano una fase di sostanziale stabilità. Il Movimento 5 Stelle mantiene le proprie posizioni, senza crescite significative ma anche senza arretramenti evidenti. È il segnale di un elettorato fidelizzato, ma non in espansione.

All’interno della maggioranza, invece, continua il confronto tra gli alleati. Due partiti storici del centrodestra restano appaiati, dando vita a una competizione interna che non esplode, ma che resta uno degli equilibri più delicati dell’attuale assetto di governo.

Area progressista minore e centro in difficoltà

Segnali meno incoraggianti arrivano dall’area ecologista e dalla galassia centrista. Qui il sondaggio evidenzia una frammentazione persistente e una difficoltà strutturale a superare percentuali di reale rilevanza nazionale.

In particolare, una delle forze progressiste registra un arretramento dopo mesi di crescita, mentre i partiti di centro restano fermi su numeri che rendono complessa qualsiasi prospettiva di rilancio unitario.

I dati del primo sondaggio politico del 2026

Di seguito, il dettaglio completo delle intenzioni di voto:

Partito Percentuale Variazione
Fratelli d’Italia 30,9% -0,4%
Partito Democratico 22,3% +0,2%
Movimento 5 Stelle 12,7% 0,0%
Forza Italia 8,3% +0,2%
Lega 8,3% +0,1%
Alleanza Verdi-Sinistra 6,5% -0,3%
Azione 2,9% 0,0%
Italia Viva 2,2% 0,0%
+Europa 1,3% 0,0%
Noi Moderati 1,0% 0,0%

Un sistema fermo solo in apparenza

Il primo sondaggio del 2026 non racconta una rivoluzione politica, ma una lenta ridefinizione degli equilibri. La leadership resta solida, l’opposizione cresce con cautela, mentre il centro continua a faticare.

La vera partita si giocherà nei prossimi mesi: se questi micro-spostamenti diventeranno strutturali, il quadro potrebbe cambiare più di quanto oggi sembri. Per ora, il messaggio è chiaro: tutto appare stabile, ma nulla è davvero immobile.

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