Un nuovo sondaggio politico scuote gli equilibri all’interno del Campo Largo, la coalizione di centrosinistra che si prepara alle prossime elezioni del 2027. Al centro della discussione ci sono le eventuali primarie di coalizione, lo strumento che potrebbe essere utilizzato nei prossimi mesi per decidere chi guiderà l’area progressista alle urne, con la possibilità concreta di arrivare a Palazzo Chigi in caso di vittoria.
I dati, diffusi dall’istituto Lab21, fotografano una situazione che a Largo del Nazareno, sede del Partito Democratico, sta generando più di una preoccupazione.
Conte doppia Schlein: i numeri del sondaggio
Secondo la rilevazione, il 50,2% degli elettori che si dichiarano di centrosinistra sceglierebbe oggi l’ex Premier Giuseppe Conte come guida della coalizione, in caso di primarie. Un dato che stacca nettamente la segretaria del Pd Elly Schlein, ferma al 20,4%, più che doppiata dal leader del Movimento 5 Stelle.
Un risultato che pone diversi interrogativi sul futuro assetto della coalizione, soprattutto alla luce della nuova legge elettorale in discussione, lo Stabilicum, che prevede l’obbligo per ogni coalizione di indicare il nome del candidato Premier già in fase di presentazione delle liste.
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Onorato supera Renzi e i leader di AVS
Dietro al duello tra Conte e Schlein, il sondaggio riserva un’altra sorpresa. Il leader del neonato Progetto Civico, l’assessore romano Alessandro Onorato, si attesta all’11,9%, superando sia Matteo Renzi, leader di Italia Viva-Casa Riformista, fermo al 10,2%, sia i due leader di Alleanza Verdi-Sinistra, Nicola Fratoianni al 4,2% e Angelo Bonelli al 3,1%.
Un dato che conferma come, all’interno del Campo Largo, si stia facendo strada una nuova generazione di leader capaci di intercettare consensi al di fuori dei tradizionali equilibri tra Pd e Movimento 5 Stelle.
Primarie sì, primarie no: il nodo ancora irrisolto
Resta però tutto da capire se le primarie si terranno davvero. Il tema divide la coalizione: per Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra sarebbero considerate necessarie per legittimare la leadership, mentre per l’area più riformista risulterebbero meno indispensabili.
Il Partito Democratico di Schlein si trova nel mezzo di questo dibattito, diviso tra la volontà di ottenere un’investitura popolare e il rischio concreto, alla luce dei sondaggi, di una sconfitta contro Conte, leader di un partito che all’interno del centrosinistra resta comunque minoritario in termini di seggi.
Un Campo Largo in crescita, ma diviso
Il contesto in cui si inseriscono questi numeri è quello di una coalizione di centrosinistra che, secondo le rilevazioni più recenti, avrebbe guadagnato consensi rispetto all’intera legislatura, superando sulla carta il centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Un vantaggio, tuttavia, che rischia di essere vanificato dalle divisioni interne su programma, politica estera e, appunto, sulla leadership da indicare agli elettori.
Nei prossimi mesi si capirà se il Campo Largo sceglierà la strada delle primarie o se troverà un accordo alternativo per individuare il proprio candidato Premier, in un clima reso ancora più teso dai nuovi equilibri imposti dalla legge elettorale in fase di approvazione.

