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Il sondaggio riservato che agita le segreterie dei partiti: il “boom” dei piccoli anti-sistema

Ci sarebbe un sondaggio riservato con risultati eclatanti che circola da alcune ore nelle segreterie dei partiti maggiori. E a saltare sulla sedia sarebbero soprattutto i leader della (fu) maggioranza giallorossa. A rivelarlo nella tarda serata di ieri il quotidiano digitale Affariitaliani.it, solitamente prudente nel diffondere sondaggi di questo genere e per questo chiaro nel dire che, oltre alla fonte riservata che l’ha trasmesso, non ci sono altre conferme.

Cosa dicono i numeri di questo sondaggio riservato? Una cosa che molti immaginano da tempo e che ora si starebbe concretizzando anche nei numeri. Il tracollo dei due principali partiti che hanno sostenuto il governo Conte bis e il “boom” delle forze anti-sistema, quelle critiche nei confronti dell’europeismo conformista che caratterizza la gran parte dello scenario politico italiano.

Sondaggio riservato: numeri “da Caporetto” per Pd e Movimento 5 Stelle

E vediamo dunque i numeri di questa rilevazione. La Lega sarebbe stabile al 23,5%, mentre per il Pd di Zingaretti ci sarebbe un autentico crollo con solo il 16% delle intenzioni di voto. Un risultato di circa quattro punti inferiore a quanto rilevato dalle medie dei sondaggi delle ultime settimane. Ma c’è di più, secondo il sondaggio riservato i Dem sarebbero sorpassati da Fratelli d’Italia, accreditata del 18% delle intenzioni di voto.

Altra notizia bomba è il tracollo del M5S, che non supererebbe l’11% dei consensi. Un’autentica debacle per il Movimento che nemmeno tre anni fa era il primo partito con il 32,6% dei voti. Ma veniamo al piatto forte, ai partiti “minori”. Se Forza Italia tornerebbe nell’alveo in cui è stata prima del ritorno al governo con Draghi, cioè il 6% dei consensi potenziali, le altre forze politiche minori vivrebbero un vero exploit.

Secondo il sondaggio rivelato da Affariitaliani.it il vero vincitore in caso di elezioni sarebbe il fronte anti-Ue e anti-sistema. Un autentico boom è quello di Gianluigi Paragone e della sua “Italexit”, accreditata addirittura del 7%, quindi davanti a Forza Italia. Altro risultato di rilievo sarebbe quello del Partito Comunista di Marco Rizzo, al 3% Di rilievo anche i risultati di altre forze politiche minori, seppur nel campo europeista, come Azione (5%) e +Europa (4%). Infine, Italia Viva di Matteo Renzi, responsabile di aver determinato le condizioni per Draghi a Palazzo Chigi, sarebbe sempre meno rilevante con un 2,5% di consensi.

sondaggio riservato italexit paragone

Un punto di svolta: con la maggioranza Draghi i “piccoli” anti-sistema diventeranno sempre più grandi

Come detto il quotidiano online diretto da Angelo Maria Perrino non cita la fonte, limitandosi a dire che si tratta di una soffiata, ma se la pubblica non abbiamo dubbi in merito alla sua attendibilità. Se fosse confermato anche da altre rilevazioni pubbliche, questo sondaggio sarebbe il punto di svolta.

Con la nascita del governo Draghi, pro-Europa per definizione essendo guidato dall’ex presidente Bce e capace di “convertire sulla via di Damasco” anche Salvini, i partiti anti-sistema e critici nei confronti dell’Unione Europea si rafforzeranno sempre più. E’ un dato di fatto e non è nemmeno difficile capirlo.

Se la politica economica del governo Draghi, archiviata la stagione populista del primo governo Conte e quella emergenziale del Conte bis, dovesse appiattirsi sui voleri di Bruxelles, sul rigore, “lacrime e sangue”, dimenticando la lotta ai privilegi e alle ingiustizie sociali, i “piccoli” anti-sistema diventeranno sempre più grandi. >> I sondaggi elettorali

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