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Sport e Covid-19: come il virus ha cambiato il mondo sportivo

Gli ultimi mesi sono stati probabilmente i più difficili degli ultimi anni a causa della pandemia globale che ha lasciato il segno in tutto il mondo. L’Italia, in particolare, è stato uno dei paesi più colpiti dal virus; fatto che ha obbligato il governo a prendere provvedimenti molto importanti, che sono andati a modificare drasticamente le abitudini dei cittadini per diversi mesi.

In questo contesto, il mondo dello sport si è dovuto adattare alle direttive istituzionali, affrontando non poche difficoltà per rispettare le limitazioni imposte per limitare il diffondersi del virus.

Vediamo insieme alcune conseguenze dirette che il Coronavirus ha avuto sul mondo dello sport.

Eventi a porte chiuse

La prima conseguenza diretta del Covid-19, una volta riprese le normali manifestazioni sportive, riguarda ovviamente il pubblico.

Qualsiasi evento programmato, dagli sport di squadra come calcio, basket e pallavolo, ai motori (motoGP e Formula 1), sarà svolto a porte chiuse, ovvero senza la presenza fisica del pubblico pagante.

Inutile dire come questo provvedimento, per quanto necessario, porterà nelle case delle società sportive introiti molto più contenuti del previsto.

Il caso particolare del ciclismo

Quando si parla di porte chiuse tuttavia non si parla solo di pubblico pagante. In alcuni sport come il ciclismo, ad esempio, lo staff vicino agli atleti durante le gare è comunemente molto numeroso.

Al momento, per situazioni di questo tipo non sono ancora state proposte delle soluzioni se non quelle di rimandare gli eventi in questione.

Basti pensare come il Tour de France sia stato rimandato a fine agosto, mentre il Giro d’Italia e la Vuelta spagnola siano state rimandate dopo i mondiali di fine settembre.

La crisi del mondo delle scommesse

Come ben sappiamo il mondo delle scommesse è una delle industrie più fiorenti nel nostro paese. Risulta quindi evidente come l’interruzione per diversi mesi degli eventi sportivi abbia causato una crisi senza precedenti dell’intero settore.

Va aggiunto inoltre come gli stessi centri scommesse siano stati chiusi per mesi, non avendo la possibilità di garantire la sicurezza dei clienti in spazi molto ristretti.

L’unica nota positiva è rappresentata dai siti di scommesse online che ha permesso ai bookmakers di compensare parzialmente i danni del virus.

Lo sport amatoriale

Fino a questo momento abbiamo parlato solo degli sport professionistici, tuttavia bisogna sottolineare come il grande valore dello sport non risiede nelle società professionistiche (sebbene sia grazie a loro che il settore va avanti), ma piuttosto nell’infinita passione dei milioni di amatori che ogni giorno praticano per diletto il loro sport preferito.

Ovviamente le disposizioni per il contenimento della pandemia sono le stesse che devono affrontare le società professionistiche. Il grosso problema è chiaramente la disponibilità economica che le piccole società amatoriali non posso avere e che non gli permette di affrontare i regolamenti con il giusto approccio.

Per questo motivo, al momento, l’unica soluzione che è stata trovata è il completo annullamento di qualsiasi campionato amatoriale.

In teoria i regolamenti prevederebbero il ritorno alla normalità già a settembre, tuttavia proprio la mancanza di risorse per mettere in sicurezza gli impianti rischia di rimandare ulteriormente il ritorno sui campi da gioco.

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