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Strage di Viareggio, la Cassazione: “Con la corretta manutenzione l’incidente si sarebbe potuto evitare”

Secondo la Cassazione, con una corretta manutenzione si sarebbe potuto evitare l’incidente ferroviario che causò la Strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Il reato di omicidio colposo plurimo è caduto in prescrizione(Continua a leggere dopo la foto)

Strage di Viareggio

Strage di Viareggio: cade in prescrizione il reato di omicidio colposo plurimo

La strage di Viareggio del 29 giugno 2009 costò la vita a 32 persone. Secondo la Cassazione, con una corretta manutenzione si sarebbe potuto evitare l’incidente. “I deficit di riparazione erano non occasionali, bensì sistemici”, hanno dichiarato i giudici della Cassazione. L’incidente sarebbe avvenuto a causa della rottura di un assile dovuta alla presenza di crateri di corrosione che avrebbero dovuto essere rilevati in occasione della manutenzione eseguita presso la Jughental e la Cima Riparazioni. Per queste motivazioni, la sentenza dell’8 gennaio 2020 ha sancito undici condanne per disastro ferroviario colposo.

I giudici hanno ritenuto nulla la rinuncia alla prescrizione fatta da Mauro Moretti

Tra i reati dichiarati prescritti dalla Cassazione c’era anche quello di omicidio colposo plurimo, per il venir meno dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Secondo la Cassazione, le vittime non sono assimilabili a lavoratori, e il reato è caduto in prescrizione. Secondo la corte di Cassazione l’aggravante di omicidio colposo plurimo è caduta in prescrizione perché la contestata violazione della regola cautelare della riduzione della velocità a 60 km/h al passaggio in stazione di carri cisterna “è stata individuata ex post”.

I giudici hanno ritenuto nulla la rinuncia alla prescrizione dell’ex delegato di Fs e Rfi (Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana), Mauro Moretti. L’ex amministratore delegato di Fs e Rfi dovrà decidere se rinunciarvi nell’appello bis disposto a suo carico. Moretti è stato già condannato a sette anni. La pena è stata confermata nel processo di appello. Secondo la Cassazione la dichiarazione di Moretti non può essere ritenuta efficace perché è stata fatta prima del verificarsi dell’estinzione del reato. La decisione è quindi rimandata al processo di appello bis che è stato disposto per alcuni degli imputati.

Parlano i parenti delle vittime: “È stata un’attesa lunga otto mesi”

“Meglio tardi che mai. Ci hanno messo quasi come per un parto per far uscire la motivazione”, ha commentato Riccardo Antonini, il ferroviere che era stato licenziato per aver fatto da consulente alle vittime della strage. Un’attesa che è durata otto mesi. È quanto si sottolinea tra i familiari delle vittime della strage di Viareggio in merito al deposito della motivazione della sentenza di Cassazione. “La cassazione ha ribaltato in tre udienze le 180 udienze che ci sono state sia di primo grado che in appello. Adesso siamo curiosi di leggere le motivazioni della Cassazione. Spero ci vengano spedite al più presto”, ha detto Riccardo Antonioni.

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