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Super Green Pass e non solo: si discute nuovo parametro per evitare la zona gialla

Per evitare un nuovo lockdown generale e contenere l’aumento dei contagi in Italia, il governo Draghi starebbe valutando una serie di opzioni. Non solo il Super Green Pass. Nel dossier che avrebbe sotto il naso il presidente del consiglio pare ci sia anche l’ipotesi di un altro parametro volto a determinare il passaggio di una ragione da una zona all’altra. L’indiscrezione arriva da «Il Giornale», che precisa che il premier ha ancora qualche ora per decidere sul da farsi. Al momento sembra che non si sia pronunciato. I ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini dovrebbero avere nel tardo pomeriggio un incontro con i presidenti delle Regioni. Giovedì lo stesso Draghi riunirà la cabina di regia, a cui seguirà il Consiglio dei ministri.

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Super Green Pass e non solo: si discute nuovo parametro per evitare la zona gialla

Tra i criteri che potrebbero far scattare il passaggio di una regione da una zona all’altra (da bianca a gialla, da arancione a rossa) potrebbe presto rientrare l’indice di copertura vaccinale della popolazione. Lo anticipa Francesca Angeli su «Il Giornale»: “Estendere la copertura vaccinale a tutte le fasce della popolazione, programmando anche richiami periodici nel tempo. La profilassi contro il coronavirus diventerà un appuntamento stagionale come quello contro l’influenza. Sul tavolo del governo fra le ipotesi c’è anche quella di inserire l’indice di copertura vaccinale della popolazione, molto differente tra regione e regione, tra gli indicatori decisionali che fanno scattare la soglia di rischio collegata ai colori. Potrebbe essere un ulteriore motivo di spinta verso la vaccinazione”. Ed effettivamente potrebbe essere una strategia da attuare per persuadere quella fetta di popolazione che ancora non ha ricevuto nemmeno una dose. «In Italia l’87 per cento delle persone ha fatto almeno una dose, questi sono i fatti. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, noi andiamo avanti per la nostra strada: chi è artefice del suo male ne paga le conseguenze», le recenti dichiarazioni del commissario straordinario per l’emergenza Figliuolo.

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Le ipotesi sul tavolo di Draghi

Intanto il governo spinge per velocizzare la terza dose. A preoccupare la perdita della protezione offerta dal vaccino allo scadere dei sei mesi che passa dal 95% all’82%. Ma l’esecutivo insiste anche per immunizzare i più piccoli: l’Ema, l’Agenzia europea per l’autorizzazione dei farmaci, dovrebbe dare il via libera già il 25 novembre. A stretto giro potrebbe arrivare anche l’ok dell’Agenzia italiana, Aifa. Dall’inizio dell’emergenza Covid nella popolazione di fascia d’età 0-19 anni si sono registrati 808.228 casi positivi e 34 decessi. Il governo Draghi, per persuadere i non vax ad immunizzarsi, starebbe pensando ad un Super Green pass. Come spiega «Libero», in sostanza, si andrebbe a ridurre la durata della certificazione verde, da 12 a 9 mesi, e ad introdurre nuovi divieti legati alla vita sociale e alle attività commerciali che varranno solo per i non vaccinati. Stando alle anticipazioni de «Il Corriere della Sera» per ottenere il Super Green Pass ci si dovrebbe esclusivamente vaccinare oppure essere guariti dal Covid-19. Il tampone basterà soltanto per recarsi al lavoro o per salire su treni ad alta velocità e aerei. Leggi anche l’articolo —> Draghi pensa al Super Green Pass, a breve incontro Regioni-governo: le nuove possibili regole

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