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Covid, Pfizer chiede autorizzazione per la terza dose: cosa dice lo studio

Terza dose di vaccino Pfizer  – Ven. 9 luglio 2021. Pfizer e BioNTech hanno annunciato che nelle prossime settimane chiederanno alle autorità regolatorie, tra cui Fda in Usa ed Ema nell’Ue, l’autorizzazione per la terza dose del vaccino anti-Covid. Una decisione che arriva dopo i dati iniziali “incoraggianti” di una sperimentazione clinica. I report a disposizione dimostrerebbero che una terza iniezione aumenterebbe il livello degli anticorpi da 5 a 10 volte contro il ceppo originario e la variante Beta rispetto alle prime due dosi. Tali dati dimostrerebbero che l’efficacia del vaccino va scemando sei mesi dopo la vaccinazione.

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terza dose Pfizer

Covid, Pfizer chiede autorizzazione per la terza dose: cosa dice lo studio

È in leggero aumento l’indice Rt in Italia, che passa dallo 0,63 della scorsa settimana a 0,66 di questa. L’indiscrezione arriva dalla Cabina di regia per il monitoraggio settimanale, riunita oggi. In salita anche l’incidenza, passata da 9 a 11 casi per centomila abitanti. In questo clima di preoccupazione arriva l’annuncio di Pfizer. La casa farmaceutica nelle prossime settimane chiederà alla Fda, la Food and Drug Administration e, successivamente all’Ema per l’Unione Europea, l’autorizzazione per la somministrazione di una terza dose del vaccino anti-Covid. Una decisione presa per scansare il rischio di nuove ondate e garantire la massima protezione della popolazione contro le varianti del virus. Come riporta ‘Fanpage’ nelle scorse settimane Pfizer ha avviato una sperimentazione clinica sulla somministrazione di una terza dose di vaccino che avrebbe mostrato dati iniziali “incoraggianti”. La terza iniezione aumenterebbe il livello degli anticorpi da 5 a 10 volte contro il ceppo originario e la variante Beta rispetto alle prime due.

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Dolsten: «Il vaccino Pfizer-BioNTech ha alti livelli di protezione contro la variante Delta»

Mikael Dolsten, direttore scientifico della società statunitense Pzifer, ha spiegato: «Il vaccino Pfizer-BioNTech ha alti livelli di protezione contro la variante Delta», prevenendo i ricoveri e i casi gravi di Covid-19. A detta di Dolsten i dati emersi dimostrerebbero una minore efficacia del vaccino contro la variante Delta del virus. Ci si riferisce “principalmente alle infezioni nelle persone che erano state vaccinate a gennaio o febbraio. Probabilmente sussiste il rischio di reinfezione perché gli anticorpi, come previsto, diminuiscono”. Sulla questione è intervenuto anche il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, che ha spiegato che l’azienda sta “sviluppando una versione aggiornata del vaccino che prende di mira l’intera proteina spike della variante Delta”. Leggi anche l’articolo —> Covid oggi crescono i nuovi casi (1.394), resta stabile il numero dei ricoverati in terapia intensiva

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