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Test nucleari in Polinesia, Macron promette “verità e trasparenza”

La nostra nazione ha un debito verso la Polinesia francese. Questo debito è il fatto di aver ospitato questi test in particolare tra il 1966 e il 1974, dei quali non si può assolutamente dire che fossero puliti”. Così Emmanuel Macron, in visita a Papeete, ha tentato di placare le discussioni attorno ai test nucleari condotti da Paragi in Polinesia. Le sue parole, però, non accennano affatto alla richiesta di scuse presentata, in particolare, dai manifestanti che l’hanno accolto.

Test nucleari Polinesia, Macron: “Riconosco e voglio la verità e la trasparenza con voi”

Tra il 1966 e il 1974 l’esercito francese ha condotto 193 test nucleari in Polinesia. Una serie di esplosioni atomiche nell’atmosfera, poi alcune sotterranee. Oggi i poligoni non esistono più, ma le conseguenze sulla salute dei polinesiani francesi rimangono indelebili. In particolare, a provocare le cause peggiori è stato l’esperimento del 17 luglio 1974. Quel giorno per condurre un test è stata fatta esplodere una bomba nucleare nel cielo di Moruroa. Il fungo atomico, però non è salito a 8mila metri come previsto, ma si è fermato a 5.200. Così, invece che disperdersi nel Pacifico, la nube radioattiva ha coperto l’isola di Tahiti. Da quel giorno, la Polinesia conta un numero impressionante di tumori alla tiroide.

Riconosco e voglio la verità e la trasparenza con voi. La nazione ha un debito verso la Polinesia francese. Questo debito è il fatto di aver ospitato questi test in particolare tra il 1966 e il 1974, dei quali non si può assolutamente dire che fossero puliti”, ha dichiarato il presidente Macron rispetto ai test nucleari effettuati in Polinesia. Secondo quanto riportato dalla AFP, però, il presidente francese ha anche sottolineato che tutto è stato fatto alla luce del sole da parte dei militari, che “hanno corso gli stessi rischi” della popolazione: “Non ci sono state bugie. Sono stati corsi dei rischi non misurati, anche dai militari”.

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Associazione 193 contro Macron: “I 193 test nucleari in Polinesia equivalgono a 800 bombe di Hiroshima”

Durante il suo discorso, il presidente francese Macron ha sottolineato la volontà di far processare più richieste di indennizzo da parte dei residenti. Nonostante siano passate, solo nel suo mandato, da 11 a 187, è un “progresso” che resta tuttora “insufficiente”. Sembra improbabile, comunque, che Macron presenterà delle scuole formali a nome dello Stato francese per i test nucleari effettuati in Polinesia. “Assumersi le responsabilità è più forte che chiedere perdono”, ha dichiarato il ministro Sébastien Lecornu. Il minimo, quindi, sarebbe garantire i risarcimenti alle vittime, e i finanziamenti agli ospedali dall’arcipelago.

Intanto, l’associazione 193 denuncia decenni di silenzio: “Centonovantatré test nucleari equivalgono a 800 bombe di Hiroshima, negare i loro effetti equivale a fare del negazionismo”, ha sottolineato il presidente Auguste Uebe-Carlson. “Le donne polinesiane tra i 40 e i 50 anni hanno il tasso di cancro alla tiroide più alto del mondo”, ha aggiunto poi l’ex responsabile della previdenza sociale locale, Patrick Galenon. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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