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Torino, attivisti di Extinction Rebellion bloccano il traffico davanti alla sede della Leonardo

17 maggio 2021 – Tre attivisti di Extinction Rebellion hanno rallentato il traffico in Corso Francia a Torino, di fronte alla sede di Leonardo S.p.a. Gli attivisti, seduti sull’asfalto al centro della careggiata, hanno mostrato cartelloni per protestare contro gli investimenti pubblici all’industria bellica. Sono intervenuti i Carabinieri per evitare la creazione di ingorghi.

torino corso francia

Torino Corso Francia attivisti di Extinction Rebellion in protesta

Questa mattina, tre attivisti legati ad Extinction Rebellion hanno deciso di rallentare il traffico in Corso Francia, a Torino. Sono rimasti a lungo seduti sulla strada, in mezzo al traffico, tenendo cartelli che sottolineano la connessione tra guerra, industria bellica e crisi climatica. “Leonardo, il colosso italiano dell’industria militare, è il principale obiettivo di questa azione – fanno sapere gli attivisti. Lo scorso 10 marzo, mentre l’Italia sprofondava in una nuova “zona rossa”, le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno chiesto di beneficiare di una parte dei 209 miliardi di euro in arrivo da Bruxelles destinati alla NEXT GENERATION EU e alla Transizione Ecologica, dopo aver ascoltato i rappresentanti di Leonardo, da cui proviene il Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani. La richiesta di tali benefici non è poi stata accolta dal Governo nella bozza del PNRR pubblicato il 29 Aprile”.

Investimenti nella transizione ecologica, non nell’industria bellica

“Tuttavia,siamo qui per affermare che tutto ciò non basta” riferiscono i tre cittadini. “Quando vediamo il tentativo di ricevere fondi destinati all’ambiente da parte di un’industria bellica, ci sentiamo disgustati e allarmati. Abbiamo bisogno di combattere per un mondo diverso”. “Sono terrorizzata dalle guerre che vivrò per il collasso climatico ed ecologico” è una delle frasi che recano i cartelli degli attivisti.

“Nessun governo al mondo sta prendendo le misure necessarie per affrontare la crisi climatica ed ecologica, al contrario si investono miliardi di dollari nell’industria bellica, tra cui colossi come Leonardo, che continua a ricevere fondi pubblici dal governo italiano”, dice una degli attivisti, ascoltata da La Stampa. “Quello che chiediamo è che tutti questi soldi non vengano investiti in ricerca che potrebbe soltanto aumentare i conflitti che già aumenteranno a causa della crisi climatica, ma che al contrario che vengano investiti nella transizione ecologica, che è necessaria”. >> Tutte le news di UrbanPost

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