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Toto Quirinale, tutti i possibili candidati: chi ha davvero chance

Impazza il Toto Quirinale 2022, chi sono i candidati? Da lunedì 24 gennaio al via ufficialmente le operazioni di voto che porteranno all’elezione del nuovo presidente della Repubblica e al successore di Sergio Mattarella. Son tanti i nomi che circolano in queste ore, ma chi è che ha davvero più chance? Il borsino della corsa al Colle mostra un quadro ancora in via di definizione: un accordo tra i principali partiti è in alto mare, nonostante manchi pochissimo.

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toto quirinale 2022

Toto Quirinale 2022, tutti i possibili candidati

Tra i candidati in pole position senza dubbio Mario Draghi, che ha dalla sua il vantaggio di essere, come era stato prima di lui Carlo Azeglio Ciampi, il premier dell’unità nazionale. L’economista rappresenta una garanzia per l’Europa, un punto di riferimento. Tallone d’Achille? L’approdo al Colle vorrebbe dire lasciare sfitto Palazzo Chigi (e con la variante Omicron che sta colpendo duro nel nostro Paese e il Pnrr da mettere in cassaforte non sarebbe proprio il massimo). Roberto Gressi scrive su «Il Corriere della Sera» «Draghi è un po’ troppo forte per una politica spesso balbettante e alla continua ricerca di conferme». Difatti il passaggio al Quirinale dell’ex governatore potrebbe voler dire ritorno anticipato alle urne, opzione non gradita a tutti. Un quadro complesso ad un anno dalle prossime elezioni politiche, previste per il 2023, che taglieranno 345 tra deputati e senatori. In queste ore si è fatto un gran parlare anche dell’ipotesi di Silvio Berlusconi. Ma Lega, Fratelli d’Italia e un pezzo di Forza Italia stanno alla finestra in attesa che il Cavaliere si decida a sciogliere la riserva. Berlusconi resta però un candidato «divisivo»: Enrico Letta (Pd) e Giuseppe Conte (M5s) hanno già fatto capire di non essere affatto disponibili a votare l’ex presidente del consiglio, che dal canto suo potrebbe invece ritrovarsi a suo agio nei panni di «king maker», proponendo una figura di alto profilo presa tra le fila del centrodestra. E Berlusconi potrebbe giocare la carta “Amato”.

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Da Draghi ad Amato, passando per Berlusconi

Giuliano Amato, politico, giurista e accademico italiano, due volte presidente del Consiglio dei ministri, oltreché due volte Ministro del Tesoro. Il Pd non potrebbe opporsi anche se il suo nome arrivasse da Berlusconi, dal centrodestra. Difficile però credere che Salvini e Meloni siano disposti a sostenerlo. Stesso discorso per i 5 Stelle vista la vicinanza di Amato a Bettino Craxi. Il nome di Amato potrebbe però rassicurare lo stesso Draghi, che da premier avrebbe così la possibilità di portare avanti la road map del governo. Un’altra opzione? Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’attuale presidente del Senato. La carica, come si legge sempre sul «Corriere», ne fa una candidata naturale alla presidenza della Repubblica. Su di lei starebbe spingendo Matteo Salvini, che avrebbe al vaglio però anche il profilo di Letizia Moratti. Ambedue però non convincerebbero troppo il M5s, al quale non dispiacerebbe tuttavia una donna per il Colle.

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Cartabia, Segre, Severino e non solo

Profili femminili di tutto rispetto ne abbiamo: da Marta Cartabia, l’attuale ministro della Giustizia, a Liliana Segre, senatrice a vita rispettata in Europa e testimone attiva dell’Olocausto. Ma ci sarebbero anche Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Paola Severino. La Cartabia ha dalla sua qualche zavorra: i partiti la vedrebbero meglio come presidente del Consiglio di un governo più marcatamente politico, qualora fosse Mario Draghi a salire al Colle (ed è questo lo scenario a mio avviso più probabile). All’orizzonte qualcuno intravedeva anche Pier Ferdinando Casini, un nome fatto da Matteo Renzi. Inverosimile però che l’ex presidente della Camera riesca a spuntarla con Berlusconi in partita. Un altro uomo che potrebbe aspirare al Colle è l’ex presidente del consiglio Paolo Gentiloni, attuale commissario europeo per gli Affari economici e monetari nella squadra di Ursula von der Leyen. Un handicap? Appartiene al Pd: poco probabile che il centrodestra ne appoggi la candidatura. Resterebbe infine l’ipotesi di un bis di Sergio Mattarella (gradita al Pd, oltre che al M5s). Il capo dello stato però ha in più occasioni fatto capire di non essere disponibile. Leggi anche l’articolo —> Italia verso le elezioni anticipate? Draghi fa il giro dei palazzi

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