Un nuovo stratagemma per svuotare il conto corrente delle vittime, questa volta basato sull’utilizzo di un QR Code contraffatto, ha colpito nei giorni scorsi un anziano di Genova. Per i carabinieri si tratterebbe del primo caso registrato in Liguria con questa specifica modalità.

La finta chiamata dalla banca
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima, un uomo di 70 anni, è stata contattata telefonicamente da una persona che si è finta operatore di un istituto di credito. Il finto funzionario ha convinto l’anziano della necessità di effettuare un’urgente operazione di sicurezza sul proprio conto corrente, mantenendolo al telefono per tutta la durata della truffa.
Il QR Code inviato sul telefono della moglie
Mentre l’uomo era impegnato al telefono, il truffatore ha fatto recapitare un codice QR sul cellulare della moglie, chiedendo di inquadrarlo e di inserire alcuni dati personali. Fidandosi delle indicazioni ricevute, l’anziano si è ritrovato su un sito che imitava quello di un istituto bancario, diverso però da quello reale presso cui aveva il proprio conto, dove ha comunque digitato le proprie credenziali di accesso.
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Cinque bonifici istantanei in poche ore
Ottenuti i dati, il truffatore è riuscito ad agire direttamente sul conto della vittima, effettuando cinque bonifici istantanei da mille euro ciascuno, la soglia massima consentita nell’arco delle 24 ore per questo tipo di operazione. Solo il giorno successivo l’uomo si è reso conto di quanto accaduto, decidendo di sporgere denuncia ai carabinieri.
Indaga il nucleo investigativo dell’Arma
Sul caso sta indagando il nucleo investigativo dei carabinieri, al lavoro per risalire all’identità dei responsabili e ricostruire con precisione la filiera utilizzata per compiere la truffa, tra tecnologia e ingegneria sociale ai danni delle fasce più fragili della popolazione.
Non solo truffe digitali: rapina di gioielli a un’anziana
Nello stesso giorno, ai carabinieri è arrivata anche la denuncia di una donna di 89 anni residente a Molassana, raggirata con la tecnica della “finta rapina”. Un truffatore, spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine, ha convinto l’anziana che il proprio documento d’identità era stato ritrovato tra la refurtiva di una rapina, chiedendole di poter verificare i gioielli di famiglia. Poco dopo si è presentato a casa sua un complice, che si è allontanato portando via preziosi per un valore di circa 20mila euro.
Come proteggersi da queste truffe
Le forze dell’ordine ricordano alcune regole fondamentali per difendersi da questo tipo di raggiri: nessun istituto bancario richiede mai, telefonicamente, di inquadrare QR Code o di inserire credenziali su siti esterni per presunte verifiche di sicurezza. Allo stesso modo, le forze dell’ordine non chiedono mai di consegnare gioielli o documenti a domicilio per accertamenti. In caso di dubbio, la regola più sicura resta sempre quella di interrompere la chiamata e contattare direttamente, con un altro telefono, il numero ufficiale della propria banca o della caserma di zona.
Fonte: Ansa, redazione Liguria