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L’ultimo regalo di Trump agli americani: la grazia per il suo ex guru, il sovranista Bannon

Trump grazia Bannon. Al suo ultimo giorno da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha concesso la grazia a 73 persone e ha commutato 70 sentenze. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il
presidente, si legge, “ha concesso la grazia totale a Stephen Bannon”. E’ nelle prerogative del presidente Usa ed è avvenuto più volte nella storia. Ma certo quel che balza di più agli occhi dell’opinione pubblica e non solo negli States, è l‘atto di clemenza nei confronti del guru sovranista, implicato nello scandalo per la costruzione del muro anti-immigrati tra Usa e Messico. Insomma, altro che “America first”. Qui siamo a “Friends first”, un “prima gli amici” in perfetto stile nepotista, per non dire di peggio.

ARTICOLO | Steve Bannon arrestato: maxi truffa per il “guru” della campagna di Trump

trump grazia bannon

Trump grazia Bannon: era sotto inchiesta per una frode milionaria

La grazia all’ex consigliere Steve Bannon, figura di riferimento e icona internazionale della cosiddetta “alt-right“, la “destra alternativa”, è stato uno degli ultimi atti della presidenza di Donald Trump. Del provvedimento ha riferito nella notte la portavoce Kayleigh McEnany, leggendo una nota della Casa Bianca. “Il presidente Trump ha accordato la piena grazia a Stephen Bannon” ha detto la responsabile, citata dalla Cnn e da altre emittenti americane.

“Gli inquirenti hanno perseguito Bannon sulla base di accuse di frode legate al suo coinvolgimento in un progetto politico“, si legge nella nota della Casa Bianca. L’ex consigliere, che nelle ultime settimane si era riavvicinato a Trump dopo la rottura di alcuni anni fa, era stato arrestato per aver sottratto parte di 25 milioni di dollari donati da privati per la realizzazione di un tratto del muro anti-migranti al confine con il Messico.

Tra gli altri graziati due rapper accusati per reati legati alle armi e l’ex sindaco di Detroit

Insieme con Bannon, sono state graziate almeno altre 72 persone. Tra loro i rapper Lil Wayne e Kodak Black, perseguiti per reati legati al possesso di armi da fuoco, e l’ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick. I provvedimenti sono stati adottati a poche ore dal giuramento di Joe Biden, il candidato democratico eletto presidente il 3 novembre 2020. >> Le notizie dagli Stati Uniti

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con la cronaca locale, poi si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese", "Il Giornale di Varese", "Lavoro e Carriere", "Il Secolo XIX".

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