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Via libera alla vaccinazione nei luoghi di lavoro, aggiornato il protocollo di sicurezza: come funziona

Arrivano due novità importanti che riguardano la gestione del coronavirus. Il Governo ha incontrato le parti sociali, che hanno sottoscritto un accordo. Le due parti hanno approvato il protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione e il protocollo di aggiornamento sulla sicurezza. Molti italiani dal prossimi mesi avranno la possibilità di effettuare il vaccino sui posti di lavoro. Ecco tutti i dettagli sul protocollo di vaccinazione sul luogo di lavoro e gli aggiornamenti sulla sicurezza.

vaccino a lavoro

Vaccino sui posti di lavoro: a chi spetta e i costi previsti

Qualora in un luogo di lavoro, i lavoratori abbiano fatto volontariamente richiesta il datore avrà la possibilità di allestire un punto di vaccinazione. Chi può usufruire di questo servizio? Tutte le imprese possono candidarsi, non c’è alcun requisito minimo di dipendenti. Oltre che ovviamente i datori di lavoro anche tutti i dipendenti o i collaboratori a prescindere dal contratto che li lega all’attività. Il datore potrà contare sul coordinamento delle Associazioni di categoria di riferimento. I datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell’Inail.

Il datore di lavoro dovrà prendersi a carico i costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, inclusi i costi per la somministrazione. I Servizi sanitari regionali si occuperà invece di tutto il materiale prettamente medico. La regione quindi fornirà i vaccini, i dispositivi per la somministrazione (siringhe, aghi) e gli strumenti formativi previsti e gli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite. Tutti coloro che vorranno sottoporsi al vaccino non avranno bisogno di chiedere permessi. Se il soggetto si vaccina in orario di lavoro, il tempo necessario è equiparato all’orario di lavoro. Il personale sanitario non avrà la responsabilità penale nel caso in cui succedano eventi avversi nelle ipotesi di uso conforme del vaccino.

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vaccino farmacia

Aggiornamento del protocollo di sicurezza

Il governo e le parti sociali hanno anche approvato un nuovo protocollo di sicurezza. Il testo ha subito delle modifiche rispetto alle ultime version, quelle del 14 marzo e del 24 aprile 2020. Tutte le modifiche prenderanno il via dal mese di maggio. Quali sono le novità? Se da una parte il documento riconferma l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e la sanificazione periodica, alcune novità che molte aziende avevano già adottato sono state messe per iscritto.

Nel testo si raccomanda “il massimo utilizzo, ove possibile, della modalità di lavoro agile o da remoto” da parte dei datori di lavoro privati. Un altro punto che riguarda invece le attività produttive è che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e che sia contingentato l’accesso agli spazi comuni. Il testa precisa inoltre che i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno “saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario”.>>Tutte le notizie

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