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Covid, Puccetti: «Vaccinazione di massa ininfluente sulla diffusione virale»

Vaccinazione di massa ininfluente? Su «La Verità» l’intervista al professor Paolo Puccetti, ordinario di Farmacologia presso l’università di Perugia, che è stato il primo a predire, in base alla teoria dell’evoluzione convergente, la comparsa di una variante con le caratteristiche di Omicron. Siamo ad una fase di svolta? «In primis la percentuale di soggetti che si sono positivizzati in modo asintomatico è stata molto più alta di quello che generalmente si crede: è possibile che gli anticorpi e i linfociti immuni (che abbiamo tutti) verso i Coronavirus già endemici ci abbiano protetto già parzialmente, proprio perché, condividono, con il SARS-CoV-2, caratteristiche di famiglia».

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Covid in Italia, Puccetti: «Vaccinazione di massa ininfluente sulla diffusione virale»

Chi è quindi che è stato più sensibile al Covid? «I soggetti fragili, senz’altro, come pure gli iper-reattivi, nonché i normoreattivi che hanno ricevuto una carica virale massiccia. Nei polmoni per lo più, i linfociti T si sono attivati, ma sono andati in “esaustive funzionale”, e la loro funzione è stata rimpiazzata da cellule dette macrofagi che hanno generato una risposta immune non controllata, l’iperinfiammazione, dando il via alla tempesta citochimica e a tutto quello che da questa consegue, compresa la liberazione sistemica della tossina, la vera causa delle complicanze sistemiche».

Il professor Puccetti a proposito degli effetti della vaccinazione di massa ha detto: «Le cinque ben documentate pandemie degli ultimi 130 anni offrono una “planimetria” di come sta evolvendo l’attuale. Non c’erano i vaccini, e ciascuna si comportò come una scossa di terremoto (onda d’urto) seguita da scosse di assestamento. L’attuale ha esattamente lo stesso andamento e la scossa d’urto è passata. Ne sono testimoni i dati, che dimostrano come la malattia sia l’eccezione e non la regola, che perlopiù una condizione simil influenzale che si risolve in modo autolimitante con il supporto di farmaci sintomatici ti tipo tradizionale. L’esperienza clinica dimostra, che nei gravi, gli unici farmaci si sono dimostrati migliori per la prognosi sono dosi modeste e oculate di corticosteroidi. L’attuale pandemia ha già passato tre ondate e ha già raddoppiato il prezzo pagato alla Spagnola del 1918». 

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«La fine della pandemia non sarà un processo uniforme»

«La fine della pandemia non sarà un processo uniforme. La pandemia è un fenomeno biologico, ma anche un fenomeno politico e sociale. Una pandemia non finisce con una percentuale di popolazione vaccinata pari al 100%, né con un tasso di mortalità pari a zero, ma solo quando la gente decide che è ora di ricominciare a vivere», ha affermato il professor Puccetti. Leggi anche l’articolo —> Covid, Figliuolo: “Sembra che siamo arrivati al plateau della curva Omicron”

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