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Vaccino Covid quanto dura, effetti collaterali, dosi e immunità di gregge

Messo a punto e sperimentato in tempi record, il vaccino contro il Covid si appresta ad essere iniettato su larga scala: se l’Inghilterra insieme ad altre nazioni farà da apripista già nel mese di dicembre, per l’Italia bisognerà invece aspettare gennaio. Una campagna di vaccinazione, quella per contrastare il coronavirus, su cui – data la rapidità dello sviluppo – non mancano le perplessità: quanto dura? Quali sono gli effetti collaterali? E le dosi? Interrogativi su cui grazie ad alcune informazioni diramate dal governo inglese e dagli esperti di Chatham House, ilGiornale.it aiuta a fare chiarezza.

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Vaccino Covid quanto dura, quali sono gli effetti collaterali

Primo vaccino a RNA approvato per l’uso negli esseri umani, utilizza un frammento del codice genetico del virus racchiuso in una piccola bolla di grasso da introdurre nelle cellule del corpo umano. Somministrato in due dosi, a tre settimane di distanza l’una dall’altra, il vaccino offre una protezione fino al 95%. I suoi ingredienti non sono però stati resi pubblici. Sebbene il vaccino che aprirà la ‘campagna’ sia stato progettato e sviluppato da Pfizer e BioNtech, almeno una dozzina di altri vaccini sono in fase finale di sviluppo: tra questi anche quelli prodotti dall’Università di Oxford/AstraZeneca e Moderna. Pfizer e BioNtech hanno una capacità di produzione per 1,3 miliardi di dosi entro la fine del prossimo anno; quantità che potrebbe aumentare grazie ad una futura collaborazione con altre aziende.

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Vaccino Covid, quanto dura la protezione? Mal di testa e dolori muscolari gli effetti riscontrati

Il vaccino, come tutti gli altri, si introduce tramite una semplice iniezione sul braccio che provoca una risposta immunitaria dell’organismo. Gli effetti collaterali, sperimentati al momento su 43.500 persone, si traducono in lievi disturbi come mal di testa e dolori muscolari entro poche ore dall’assunzione. Non si escludono altri effetti collaterali, seppur rari, in una campagna di vaccinazione riguardante milioni di persone. Ma quanto dura la protezione? Presto per fornire una risposta: solo l’utilizzo potrà sciogliere il dubbio, ma se l’immunità non dovesse durare si ricorrerà a vaccini annuali. Attualmente, il vaccino sembra proteggere il 94% degli adulti di età superiore ai 65 anni, valori confermati in larga misura in tutte le fasce di età. Alcune persone però, come quelle con sistema immunitario debole, non saranno in grado di riceverlo.

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Immunità di gregge e somministrazione

Per ottenere l’immunità di gregge, è necessario vaccinare quante più persone possibili. Solo così potrà interrompersi la catena di trasmissione del virus. Secondo un calcolo proporzionale utilizzato dagli studiosi, se si vaccina il 75% della popolazione e il vaccino è valido al 95%, sarà protetto il 71% della popolazione. Per l’immunità di gregge è necessaria una percentuale di immuni tra il 65 e 70%. La somministrazione del vaccino avverrà gradualmente: in una prima fase, all’interno dei raggruppamenti di Stati che acquistano il vaccino, nessun paese riceverà più del 20% della propria popolazione prima che gli altri siano coperti. Si possono ipotizzare tre fasi: la prima, con copertura del 3% diretta al personale medico sanitario sociale; la seconda con copertura del 20% per gli over 65 e i soggetti a rischio; e la terza con copertura del 20% per volta per il resto della popolazione con priorità per le fasce a rischio. >> Vaccino Covid, chi dovrà farlo e chi no: donne incinte e bambini esclusi?

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