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Valerio Mastandrea: «Quando mio figlio aveva un anno, mi sono venuto le cosmofobie»

Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea sono i protagonisti di Figli, film di Mattia Torre, uno dei geniali autori della serie cult, Boris, morto l’estate scorsa, che ha lasciato il compito di proseguire la pellicola a Giuseppe Bonito, suo aiuto regista. In una lunga intervista a Il Venerdì di Repubblica l’attore 47enne, che si è aggiudicato 4 David di Donatello, per i film La prima cosa bella, Gli equilibristi, Viva la libertà e Fiore, ha parlato della sua ultima fatica cinematografica. Figli, che uscirà nelle sale il 23 gennaio 2020, racconta le vicende di una solida famiglia sconvolta dall’arrivo del secondogenito. «I figli sono mine. Pensi che possano farti esplodere e invece arrivano a demolire cose che non servono più», ha dichiarato Valerio Mastrandrea, che senza filtri ha raccontato la sua esperienza genitoriale, non tacendo ansie, paure e incertezze.

Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea: «Quando mio figlio aveva un anno, mi sono venuto le cosmofobie»

«Scatta quest’ansia da protezione che è dannosa. Pensiamo che sia meglio isolarli dalla realtà quando forse bisognerebbe prepararli alla vita. La generazione dei miei nonni costruiva il mondo, quella dei miei genitori cercava una strada, la mia si è trovata alle prese con il mondo che implode. Quando mio figlio aveva un anno, mi sono venuto le cosmofobie. Ho iniziato ad  avere paura di quello che succede nel mondo, io che prima mi sentivo partecipe di ogni falò, di ogni aria di sollevazione e cambiamento. Come se avessi visto vicinissimi tutti i pericoli, anche i più lontani, per il fatto che avevo una persona di cui prendermi cura!», ha detto Valerio Mastrandrea che si augura che le generazioni future «sappiano tornare indietro rispetto a noi, che siamo qui a farci troppe domande, con pesantezza, come se la paternità e la maternità fossero equazioni».

Valerio Mastandrea

«Un secondo figlio? Sarebbe un’esperienza diversa!»

Diventare padre per l’attore romano non è stato facile: la nascita del figlio ha coinciso, infatti, con la scomparsa del suo papà: «Diciamo che non ho smesso di essere figlio nel momento in cui sono diventato genitore ma di fronte a eventi terribili della mia vita. Quando mi hanno detto che sarebbe nato maschio, ho pensato che stava venendo a regolare i conti. Pensavo che mi avrebbe costretto a rivedermi in lui, a tirare fuori cose sepolte dell’infanzia. È stato davvero così, devastante!». Mastrandrea non esclude un secondo figlio in futuro: «Sarebbe un’esperienza diversa. Chi lo sa, una chiave può essere fare due o tre figli subito, di fila, senza pensarci. Consegnarsi al caos. Il caos genera leggerezza».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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