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Covid e variante Delta, Abrignani (Cts): “Over 60 troppo scoperti, corrano a vaccinarsi”

Variante Delta Italia, “non si deve pensare che tutto sia finito ma invece correre a vaccinarsi se non lo abbiamo ancora fatto ed essere accorti nei comportamenti e nel programmare le nostre vacanze per non esporci al rischio di ritrovarsi in situazioni ”difficili da gestire”. E’ il monito di Sergio Abrignani, immunologo membro del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid in Italia, intervistato dal Corriere della Sera. (Continua a leggere dopo la foto)

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Variante Delta Italia, Abrignani: “Se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante”

“L’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi prima ci indica che il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza con un semplice gesto. Se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante”, sottolinea.

“Sono sempre 2,4 milioni gli over 60 scoperti, il 15%. Sono un grande problema” spiega l’immunologo, favorevole all’obbligo vaccinale, ma “ci vorrebbe legge ad hoc che porterebbe con sé polemiche infinite. Invece serve compattezza. Ecco allora che una forma di obbligo indiretto come lo strumento della certificazione verde appare un buon compromesso”. “Condivido l’impostazione del presidente francese Macron. Da noi bisognerà ispirarsi a quel modello”, prosegue.

Ad ogni modo, “nelle terapie intensive e nei reparti di medicina la situazione è sotto controllo. Ci aspettiamo un tasso di letalità dieci volte inferiore rispetto a quando i vaccini non erano disponibili”, conclude.

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Le varianti Delta e Delta plus del coronavirus Sars-Cov-2, cosa sappiamo

La variante Delta, nota anche come B.1.617.2, può diffondersi più facilmente secondo gli studi svolti dai Centers for Disease Control and Prevention, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie USA. Il ceppo ha mutazioni sulla proteina spike che gli rendono più facile infettare le cellule umane. Ciò significa che le persone possono essere più contagiose se contraggono il virus nella variante Delta e lo diffondono più facilmente ad altri. Ora è il ceppo dominante negli Stati Uniti come in altri paesi del mondo, tra cui il Regno Unito.

I ricercatori del Cdc sostengono che la variante Delta è di circa il 50% più contagiosa della variante Alpha, che è stato identificata nel Regno Unito.  Alpha, nota anche come B.1.1.7, era già il 50% più contagiosa del coronavirus originale identificato per la prima volta in Cina nel 2019.

Gli esperti di salute pubblica stimano che la persona che viene infettata da Delta lo diffonde in media ad altre tre o quattro persone: un tasso di contagiosità praticamente doppio rispetto al ceppo di coronavirus originale, secondo Yale Medicine. La variante Delta potrebbe anche essere in grado di sfuggire alla protezione dai vaccini e di alcuni trattamenti COVID-19, sebbene gli studi siano ancora in corso.

Cos’è invece la variante Delta Plus? Nota anche come B.1.617.2.1 o AY.1, la variante Delta Plus è considerata una “sottovariante” della versione Delta. Ha una mutazione che permette al virus di attaccare meglio le cellule polmonari e potenzialmente sfuggire ai vaccini. Identificato per la prima volta in India, Delta Plus è stato ora trovato negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in quasi una dozzina di altri paesi. L’India l’ha etichettata come variante molto pericolosa, ma il CDC e l’OMS no.

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