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Variante inglese più letale, l’elenco dei nuovi sintomi: cosa sappiamo 

Purtroppo la variante inglese continua a diffondersi in Italia, come pure nel resto d’Europa. Secondo i primi dati la nuova forma di Coronavirus SARS-CoV-2 si trasmetterebbe con maggior facilità e sarebbe più letale. Informazioni queste ultime derivanti da un report pubblicato dagli scienziati dell’Office for National Statistics (ONS), che hanno rimarcato anche alcune differenze nei sintomi. Cerchiamo di fare chiarezza senza creare inutili allarmismi.

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Variante inglese Covid più letale, l’elenco dei nuovi sintomi: cosa sappiamo

La variante VUI – 202012/01 del Coronavirus SARS-CoV-2 è stata individuata per la prima volta nel Regno Unito dal consorzio COVID-19 Genomics UK (COG-UK) ad ottobre scorso. Secondo quanto riportato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità In Italia, si è stimato che la ‘variante inglese’ ha una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi originari, con una grande incertezza statistica (tra il 18% ed il 60%). “Questi valori sono in linea con quelli riportati in altri paesi. Anche se leggermente più bassi”, si legge sul portale ufficiale.

La stima è stata ottenuta da uno studio risalente a fine febbraio di ISS, Ministero della Salute, Fondazione Bruno Kessler, Regioni/PA. In base alle analisi preliminari nel Regno Unito, si è portati con ragionevolezza ad ipotizzare un aumento della “gravità di malattia, con maggiore rischio di ospedalizzazione e di decesso per i casi con variante inglese”. 

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Cosa dice il report dell’Office for National Statistics

Ma quali sono i sintomi della nuova variante inglese, quella tanto temuta? Maggiori chiarimenti sul recente report dell’Office for National Statistics (ONS), arrivano da un articolo pubblicato su “Infermieristicamente” che porta la firma di Maria Luisa Asta. I pazienti Covid a cui è stata diagnosticata la pericolosa variante tenderebbero ad evidenziare segni di infezione “meno tipici”. “I risultati dell’ONS si basano su osservazioni che hanno coinvolto un campione casuale di 6.000 persone in Inghilterra, che sono state monitorate per due mesi tra metà novembre e metà gennaio”. 

Stando a quanto emerso in un campione di 3.500 persone la nuova variante si sarebbe manifestata mediante questi sintomi: il 35% ha detto di aver avuto la tosse (con la vecchia variante, su un gruppo di 2.500, era pari al 28%), il 32% ha lamentato affaticamento (prima era stato il 29%); il 25% aveva dolori muscolari (prima il 21%); il 21,8% aveva mal di gola (19% nel campione precedente).

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Variante inglese, sintomi neurologici: vertigini e nausea

Ricapitolando dunque i sintomi più comuni della variante inglese sono febbre, tosse secca, difficoltà respiratorie, problemi gastrointestinali, dolori muscolari, mal di testa, naso che cola, perdita dell’olfatto e alterazione del gusto. Tuttavia gli ultimi risultati indicherebbero che tosse, dolori muscolari e mal di gola sono più probabili in caso di contagio con il nuovo ceppo. I sintomi neurologici di tale infezione possono portare anche vertigini e nausea. Leggi anche l’articolo —> Piano Vaccini, Figliuolo: «Medici di base devono fare la loro parte»

 

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