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Varianti Covid Rezza: «Scuole chiuse se ci sono focolai. In aumento casi tra i giovani»

Varianti Covid. «L’Italia è entrata nella terza fase della pandemia di Coronavirus. Aumenta l’incidenza, con picchi in alcune regioni e province autonome, ma soprattutto il trend è in crescita anche tra i giovani in età scolare, conseguenza forse della circolazione delle varianti». Così Gianni Rezza, tra le figure più autorevoli del Ministero della Salute, chiamato a commentare i dati dell’ultimo monitoraggio settimanale della situazione epidemiologica del nostro Paese. Durante la consueta conferenza stampa l’esperto ha precisato: «Stiamo vivendo una fase di transizione. Il virus circola ovunque, c’è una tendenza al peggioramento in generale».

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Gianni Rezza

Varianti Covid, Rezza: «Scuole chiuse se ci sono focolai. In aumento casi tra i giovani»

Le varianti fanno paura, occorre non sottovalutare la situazione: «Bisogna intervenire tempestivamente e anche duramente per fermare le varianti brasiliana e sudafricana e mitigando l’andamento di quella inglese, che diventerà dominante nel giro di poco tempo. Non è un caso che vediamo dei picchi dei tassi di incidenza laddove le mutazioni sono più diffuse, come la provincia autonoma di Bolzano, dove per altro ci sono stati cluster di variante sudafricana, così come in Trentino, Abruzzo e Molise dove invece è più diffusa la variante inglese, che sappiamo essere più trasmissibile rispetto ai ceppi originari di circa il 36%», ha detto l’epidemiologo. Qualche parola anche sul tema della chiusura delle scuole.

Gianni Rezza

«Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Ma dobbiamo essere pragmatici»

Per Rezza bisognerebbe chiudere le scuole nelle zone in cui è presente una variante del Covid più contagiosa. Il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, ha detto: «Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Laddove però ci sono dei focolai, o c’è presenza di varianti ad alta trasmissibilità soprattutto nella popolazione scolastica, è chiaro che tale decisione dolorosa è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici». Poi la puntualizzazione: «Ci siamo dati come priorità quella di aprire e tenere aperte le scuola. Finché è possibile farlo, è chiaro che la didattica in presenza rappresenta una priorità, se la situazione epidemiologica lo permette».

Gianni Rezza ha infine rimarcato: «Oggi vediamo focolai nelle scuole che potrebbero essere conseguenza della diffusione delle varianti che infettano di più bambini, senza però sintomi gravi. Il tasso d’incidenza in età scolastica tende a crescere soprattutto al di sopra degli 11 anni. Non è un incremento drammatico per fortuna ma c’è, ci sono dei cluster soprattutto dove ci sono le varianti». Leggi anche l’articolo —> Covid, il bollettino di oggi: 20.499 nuovi casi e 253 morti, tasso di positività al 6,3%

 

dpcm draghi

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