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Vini di qualità a buon prezzo: quando il produttore sceglie la vendita diretta

Alla base di ogni impresa agricola c’è un’attenzione preponderante alla qualità dei prodotti e al rapporto di fiducia e di fedeltà che può instaurare con i suoi consumatori. Per questo motivo l’approccio di vendita di queste realtà, incluse quelle vinicole, muta e si rinnova al fine di soddisfare al meglio questi requisiti.

Il mercato del vino negli ultimi anni ha vissuto numerosi cambiamenti, in parte dal punto di vista delle nuove tendenze che si sono fatte strada e in parte per quanto riguarda le modalità di distribuzione e di vendita. Se da un lato, infatti, è emersa una particolare attenzione per i vini biologici, naturali e biodinamici, riflettendo la maggiore attenzione ai temi ambientali riscontrata anche in altri settori, dall’altro è evidente il consolidamento e la crescita di canali quali l’e-commerce e, di conseguenza, l’acquisto di vini online.

I numeri del vino nel 2021

Il rapporto di Mediobanca sul vino pubblicato quest’anno ha indicato ancora una volta l’Italia come uno dei Paesi di punta a livello mondiale nel 2021. Primo produttore globale, secondo esportatore al mondo e terza nazione per consumi, l’Italia si è confermata in una posizione di rilievo nel panorama internazionale.

In questo scenario è interessante notare la varietà dei canali distributivi, in costante mutamento. Nel 2021 è stata rilevata una ripresa dell’Ho.Re.Ca (+28,1%) e delle enoteche e dei wine bar (+22,9%), canali che durante la pandemia avevano subìto la chiusura delle strutture, mentre la GDO e la vendita diretta, già favorite nel corso dell’emergenza mondiale, hanno mantenuto una quota pressoché invariata rispetto all’anno precedente, crescendo però in valore.

Che cosa si intende, tuttavia, per vendita diretta e perché continua ad avere un peso nel mercato enologico?

Vendita diretta del vino: i vantaggi

È importante sottolineare che la vendita diretta del vino, che dal rapporto di Mediobanca ha mantenuto nel 2021 una quota dell’11% sui canali di distribuzione, gode di una duplice espressione: può avvenire tramite il contatto di persona, per esempio in cantina oppure online, attraverso un e-commerce. Queste due possibilità rappresentano la perfetta manifestazione del mutamento sia delle modalità di vendita da parte delle aziende che dei comportamenti d’acquisto dei consumatori. La conservazione di una relazione tradizionale tra produttore e fruitore in una forma più innovativa è stata infatti ciò che, negli ultimi anni, ha permesso ai consumatori di non privarsi di quel rapporto diretto che arricchisce l’acquisto e, allo stesso tempo, ha garantito ai venditori di continuare a coltivare con passione quella relazione necessariamente negata durante la pandemia.

Tra i vantaggi della vendita diretta di vino ai privati vi è inoltre l’aspetto economico. L’eliminazione di intermediari nella vendita di vino permette infatti al produttore di poter abbassare il costo finale al consumatore, senza ridurre la qualità del suo prodotto.

In una filiera distributiva semplificata, che vede come attori principali l’azienda e il cliente finale, quindi, si ha la certezza non solo di poter costruire una relazione e un rapporto di fiducia proficui, ma anche di mantenere elevato il valore dei vini prodotti senza dover rinunciare a premiare i clienti con sconti e incentivi.

Il mercato del vino online

La vendita diretta online di vino contribuisce con l’1% al totale delle vendite dirette, ma si inserisce anche nel più ampio settore del wine e-commerce, popolato da diverse realtà più o meno specializzate nel campo enologico. Rientrano in questa categoria i cosiddetti pure player, ossia le piattaforme online che si dedicano alla vendita e alla distribuzione di etichette italiane ed estere e che dominano le vendite online fin dal 2020, ma anche i rivenditori di vino generici, quali Amazon e gli shop della GDO.

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