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Crimi lascia M5s: «Devo staccare, non vedo alcun ruolo per me», strada in salita per Conte

«Devo staccare, ho già detto a Conte che non vedo alcun ruolo per me nei nuovi organi del Movimento». Così in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” Vito Crimi, l’ex reggente del M5s dal giorno delle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico a quello della nomina ufficiale di Giuseppe Conte, eletto con 62.242 voti favorevoli. Tra i nodi da sbrogliare dall’ex presidente del Consiglio c’è la formazione della nuova squadra. Non sarà affatto facile, anche perché l’avvocato del popolo deve fronteggiare chi già si sta tirando fuori, come Crimi appunto, e altri “delicati” problemi.

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Crimi m5s

Vito Crimi lascia M5s: «Devo staccare, non vedo alcun ruolo per me», strada in salita per Conte

«È un passo doveroso quando c’è un cambio di leadership, tutti dovrebbero farlo», ha detto al ‘Fatto Quotidiano’ Vito Crimi. «Io sono rimasto dov’ero per un anno e mezzo perché nel frattempo c’è stata una pandemia, e sarebbe stato impossibile eleggere nuovi vertici, ma me ne sarei andato giù nel settembre scorso, ma si era posta l’esigenza di tenere gli Stati generali. Poi a inizio di questo anno è caduto il governo Conte II. E Beppe Grillo ha deciso di puntare sull’ex premier come nuovo leader», ha sottolineato il 49enne siciliano. Però Crimi ha garantito: «Io darò il mio contributo, lavorando innanzitutto sulla parte tecnologica». Questi ha già fatto sapere che metterà mano alla riforma Cartabia se nel 2023 il M5S avrà il sostegno del voto. «Condivido, non molleremo mai su certi temi, e se avremo i voti cambieremo la riforma», ha rimarcato il senatore tornando a parlare dei voti contrari espressi da parte di due deputati al momento del voto: «Queste cose non possono più accadere, e questa autonomia non serve a nessuno. Dobbiamo muoverci come un corpo unito altrimenti si riduce il nostro potere di contrattazione e la nostra credibilità presso i cittadini». 

Vito Crimi m5s

Tanti i nodi da sciogliere per il MoVimento

Saranno mesi complicati per il M5s, che hanno già dovuto mandare giù il nodo della Giustizia: tra i temi difficili la riforma del Fisco e della Pubblica Amministrazione, su cui i grilli potrebbero avere poca voce in capitolo. C’è poi un problema con cui l’ex premier stesso dovrà fare i conti in vista delle Amministrative: il consenso popolare. Nei sondaggi infatti è testa a testa tra Fratelli di Italia e la Lega, seguite dal Pd. Leggi anche l’articolo —> M5s, Conte eletto presidente: è già al lavoro per la nuova squadra, i nomi in ballo

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