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Vittime Covid Bergamo, parlano i parenti: “Non hanno dichiarato la zona rossa per motivi economici”

La questione dell’istituzione delle zone rosse fa ancora discutere. Soprattutto il perché alcune, nonostante il pericolo accertato a causa del coronavirus, non siano mai state dichiarate tali. Un esempio sono Alzano e Nembro. I parenti delle vittime pretendono delle delucidazioni. Continuando a domandare perché siano stati abbandonati proprio durante l’emergenza, sono riusciti ad avere una risposta. La quale, però, ha dell’incredibile: “Ci è stato detto che chiudere quell’area significava chiudere un polmone economico del Paese“, hanno raccontato dal comitato delle vittime del Covid di Bergamo.

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Vittime covid Bergamo, le denuncia dei parenti

“Abbiamo chiesto perché ad Alzano e Nembro, che erano polveriere, non sono state fatte le zone rosse. Ci è stato risposto che chiudere quell’area significava chiudere un polmone economico del Paese e che forse si sarebbe salvata qualche vita. Una risposta del genere è scandalosa. Qualche vita è stata sacrificata per quell’interesse economico”, ha commentato Consuelo Locati, avvocato e rappresentante di “Noi denunceremo”, il comitato dei parenti delle vittime del coronavirus a Bergamo.

Parole che non possono far altro che aumentare il dolore dei familiari che hanno perso i propri cari, ritenuti così delle persone da sacrificare pur di non fermare la produttività del Paese. Una risposta che, di certo, non si aspettavano di sentire. Che manca totalmente di rispetto nei confronti di chi ha combattuto contro il coronavirus, di chi non ne è uscito vincitore. Ma anche verso chi è sopravvissuto.

Coronavirus, la Regione Lombardia poteva e doveva intervenire

Bergamo è stata una delle città più martoriate dal coronavirus. Tutti ricordiamo la fila di mezzi militari intenti a lasciare la città con le salme delle vittime, costrette a essere trasportate in altre località perché i forni crematori non erano più in grado di sostenere il numero dei morti. Perché lo Stato non ha decretato la zona rossa? Dov’era la Regione? Locati non si ferma e accusa anche la direzione della Lombardia. “La normativa italiana è molto precisa e lo scarico di responsabilità è fasullo. Lo stesso verbale del Cos del 7 marzo precisa che anche le Regioni potevano istituire la zona rossa.

L’accertamento in fase pandemica consente alla presidenze del Consiglio dei Ministri di emanare i Dpcm, ma è fatto salvo il potere di ogni Regione di intervenire per contenere la diffusione di un virus nel momento in cui hanno a disposizione dati che facciano pensare che il rischio è troppo alto”, ha dichiarato la rappresentate del comitato delle vittime. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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