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World Children’s Day: proteggere i bambini dai rischi della rete

Si è appena conclusa la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’evento promosso dall’UNICEF per difendere e promuovere i diritti dei minori. Tra i numerosi temi trattati quest’anno, dalle disuguaglianze economiche, sociali ed educative a quelle di genere, grande risalto è stato dato alla necessità di tutelare la sicurezza e l’identità digitale dei bambini durante l’utilizzo delle piattaforme e delle applicazioni con cui entrano in contatto ogni giorno, in cui vengono condivise informazioni personali e dati sensibili.

Secondo i dati diffusi dall’UNICEF, ogni giorno nel mondo circa 175.000 bambini si connettono per la prima volta ad internet ed un utente su tre è minorenne. Con l’obiettivo di consentire ai minori un accesso sicuro alla rete e di creare un canale di collegamento diretto con i portali online delle istituzioni, preservandoli in questo modo dalle trappole del web, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha infatti pubblicato alcune linee guida operative, che permettono il rilascio del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) a partire dai 5 anni di età.

L’introduzione recente dello SPID per i minorenni, un nuovo strumento promosso dall’AgID, aveva già fornito l’occasione al Garante per la Privacy di esprimersi sulla necessità di misure capaci di garantire un alto livello di tutela dei dati sensibili degli ultra-minorenni. Lo SPID per ragazzi infatti permetterà di accelerare il processo di digitalizzazione del paese e avvicinare anche i più giovani a nuove modalità di rapporto con le PA e con il mondo della scuola. A tale proposito si sono espressi anche i principali provider e fornitori di servizi online, come ad esempio InfoCert, azienda leader nel settore in Europa, secondo la quale lo SPID per minorenni non solo costituisce un mezzo indispensabile per la costruzione di una cittadinanza del futuro connessa e consapevole, ma anche per consentire ai genitori di monitorare le attività online dei propri figli che non hanno ancora 18 anni, pur rispettando la loro autonomia di azione.

I genitori, infatti, potranno monitorare le attività online dei propri figli e dare loro la possibilità di accedere ai portali previsti dalla normativa: i minori tra i 5 e 13 anni possono usare lo SPID per collegarsi ai servizi online forniti dalle scuole, mentre i ragazzi tra i 14 e i 17 anni possono usufruire anche di altri servizi, come quelli dell’INPS, del Fascicolo Elettronico Sanitario e del Portale dell’Automobilista.

La necessità di tutelare la presenza dei minori nel web, inoltre, è stata recentemente oggetto di un acceso dibattito, che ha dato vita ad alcune proposte dell’AGIA, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza insieme all’AGCOM e al Garante per la Protezione dei dati personali. Durante un incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è ribadita la necessità di tutelare i minorenni attraverso l’introduzione di sistemi informatici che permettano di certificare l’identità del bambino, come ad esempio lo SPID, che permette di autenticarsi in sicurezza per accedere ai servizi online messi a disposizione da aziende e pubbliche amministrazioni.

La tecnologia è diventata ormai parte integrante della vita dei bambini e rende indispensabile l’adozione di strumenti che tutelino i minori durante la loro digital life. Basti pensare che solo in Italia naviga su internet il 90,2% dei giovani tra i 15 e i 24 anni e che globalmente un utente su tre è minorenne, il gruppo di età che rimane più connesso ad internet: si stima infatti un tasso di presenza online del 71%, rispetto al 48% del resto della popolazione.

La necessità di proteggere i nostri bambini durante l’utilizzo dei dispositivi informatici è inoltre confermata dai dati dell’UNICEF sul cyberbullismo nei paesi ad alto reddito, in cui la percentuale di bambini e adolescenti che ne sono vittime arriva fino al 21%. Dati che hanno portato in Italia all’attivazione della Piattaforma ELISA, con cui si intende dotare le scuole di strumenti utili per difendere i più piccoli dagli episodi di cyberbullismo e fornire agli studenti un’adeguata formazione per un uso corretto e consapevole delle tecnologie e della rete.

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