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Yara, il figlio di Bossetti rompe il silenzio: “Molto peggio di una Garlasco 2”. Chiede di riesaminare il Dna di Ignoto 1

09/10/2026 07:35

Per la prima volta Nicolas Bossetti, figlio di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, interviene davanti alle telecamere sul caso. Lo fa in un’intervista esclusiva a “Ore 14 Sera”, il programma condotto da Salvo Sottile, in onda questa sera alle 21.40 su Rai 2. Gli sviluppi sono nella sezione Yara Gambirasio.

Nicolas Bossetti, figlio di Massimo Bossetti, che parla per la prima volta davanti alle telecamere del caso Yara Gambirasio

“Molto peggio di una Garlasco 2”

Il riferimento è inevitabilmente al delitto di Garlasco, tornato al centro dell’attenzione per i nuovi accertamenti sull’omicidio di Chiara Poggi. Alla domanda se il caso di suo padre possa essere una “Garlasco 2”, Nicolas risponde: “Molto peggio di una Garlasco 2, perché un caso così non è mai successo in Italia”. Il figlio del condannato parla di “così tanti errori giudiziari” e di una difesa a cui non sarebbe mai stata data la possibilità di visionare di nuovo i reperti.

Il Dna di Ignoto 1

Al centro delle sue dichiarazioni c’è il Dna di “Ignoto 1”, il profilo genetico individuato sugli indumenti della tredicenne e successivamente attribuito a Massimo Bossetti. Nicolas chiede che venga sottoposto a nuovi accertamenti per verificare se combaci effettivamente, riprendendo una richiesta sostenuta da tempo dai legali del padre.

Il no della Corte d’Assise

L’intervista arriva a tre giorni dalla decisione con cui la Corte d’Assise di Bergamo ha respinto l’istanza degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini. I difensori avevano chiesto nuove analisi sui reperti e sui campioni biologici conservati, con tecniche aggiornate, e l’acquisizione di ulteriore documentazione sugli accertamenti dell’inchiesta, anche alla luce delle immagini ad alta risoluzione dei reperti messe a disposizione della difesa.

Le motivazioni dei giudici

I giudici hanno ritenuto che gli elementi prospettati non fossero tali da mettere in discussione il quadro probatorio alla base della condanna. In particolare, la Corte ha richiamato la presenza del profilo genetico attribuito a Bossetti in più punti degli indumenti della vittima e ha giudicato non decisiva l’eventuale individuazione di ulteriori tracce biologiche.

La difesa: “Andremo in Cassazione”

La decisione non ha convinto i difensori del muratore di Mapello. “Andremo avanti, sicuramente in Cassazione”, ha annunciato l’avvocato Salvagni. Di segno opposto la posizione dei legali dei genitori di Yara, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, che si erano opposti alla richiesta: “Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo”.

Il caso

Yara Gambirasio scomparve il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra, nel Bergamasco, e fu ritrovata senza vita tre mesi dopo. Per il suo omicidio Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo. Le dichiarazioni del figlio rappresentano la posizione della famiglia del condannato e non modificano il quadro processuale.

Fonte: Il Giornale, articolo di Massimo Balsamo

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