
Quando si parla di moto prodotte in Cina, il pregiudizio è quasi automatico. Qualità discutibile, finiture approssimative, prestazioni inferiori rispetto ai marchi europei o giapponesi. Eppure, l’esperienza raccontata da uno youtuber statunitense sta ribaltando molte certezze, portando sotto i riflettori un nome storico del motociclismo italiano: Moto Morini.
Il protagonista della storia è Sean Kerr, volto noto del canale YouTube Bikes and Beards, che ha deciso di acquistare una Moto Morini X-Cape per circa 6.500 dollari (circa 5.500 euro). Convinto di trovarsi davanti a un prodotto “di compromesso”, si è invece ritrovato con una moto che lo ha sorpreso sotto diversi aspetti.
Dove viene prodotta Moto Morini
Moto Morini nasce a Bologna nel 1937 ed è uno dei marchi storici della tradizione motociclistica italiana. Dopo anni gloriosi e una lunga fase di difficoltà economiche, l’azienda ha cambiato più volte proprietà fino al passaggio, nel 2018, sotto il controllo di un gruppo industriale cinese.
Oggi Moto Morini è un marchio dal DNA italiano, con design e progettazione che restano fortemente legati all’Italia, ma con produzione affidata alla Cina. Una combinazione che continua a far discutere, ma che nel caso della X-Cape sembra funzionare.
Moto Morini X-Cape: dimensioni, peso e prime impressioni
Appena tolta dalla cassa, la X-Cape si presenta con un look aggressivo, dominato da una livrea rossa brillante e da una ciclistica che trasmette solidità. Kerr sottolinea subito un dato: con i suoi circa 233 kg (513 libbre), è la moto di produzione cinese più grande che abbia mai acquistato.
Per fare un paragone diretto, pesa persino più di una BMW M 1000 RR, fermandosi però su una categoria completamente diversa: quella delle adventure bike di media cilindrata.
Le ruote, secondo lo youtuber, non sfigurano affatto se confrontate con quelle della sua BMW, e l’impressione generale è quella di una moto costruita con criteri tutt’altro che economici.
Tecnologia e dotazioni: non solo estetica
La Moto Morini X-Cape è dotata di un display infotainment di buone dimensioni, completo di presa USB per la ricarica dei dispositivi. Manca la USB-C, ma per Kerr non è un difetto determinante.
Sotto il serbatoio batte un cuore familiare: il motore bicilindrico parallelo è lo stesso utilizzato dalla Kawasaki Versys 650, una moto che Kerr conosce bene e che apprezza da tempo.
Su strada e fuori strada: la prova reale
Una volta in sella, la sorpresa diventa ancora più concreta. In autostrada la X-Cape offre una buona riserva di potenza e una posizione di guida confortevole, adatta anche ai viaggi più lunghi.
«Il bicilindrico è sorprendentemente fluido», racconta Kerr nel video. Anche sulle strade secondarie e su tratti leggermente sterrati, la moto si difende bene grazie a sospensioni regolabili e a un assetto pensato per l’avventura.
Il vero punto di forza: il prezzo
Il confronto con i grandi nomi del settore è inevitabile. Kerr accompagna la prova con un amico in sella a una BMW, considerata da lui il punto di riferimento tra le adventure bike.
«La X-Cape non è una BMW», ammette senza giri di parole. «Ma costa un quarto del prezzo, e questo ti fa davvero riflettere sulle alternative».
Ed è qui che Moto Morini sembra aver colpito nel segno: offrire una moto concreta, ben costruita e piacevole da guidare a un prezzo accessibile, sfruttando una produzione globalizzata senza rinunciare completamente all’identità del marchio.
Moto Morini oggi: pregiudizi da superare?
La storia della X-Cape raccontata da uno youtuber americano non è solo una recensione, ma uno spaccato sul cambiamento dell’industria motociclistica. Made in China non significa più automaticamente scarsa qualità, soprattutto quando dietro c’è un progetto solido e un marchio con esperienza.
Per Moto Morini, questa moto rappresenta una sfida vinta: dimostrare che si può essere italiani nello spirito e competitivi nel mercato globale, senza far rimpiangere i grandi nomi storici.
