L’Etna torna a farsi sentire. A partire dalle 3:30 di questa notte, ora italiana, l’Osservatorio Etneo dell’INGV ha registrato una nuova fase di attività eruttiva in corrispondenza del Cratere Voragine, uno dei crateri sommitali del vulcano siciliano.

Attività stromboliana in intensificazione
Secondo quanto rilevato dalla rete di telecamere dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si tratta di un’attività stromboliana, gradualmente intensificatasi nel corso delle ultime ore, con conseguente emissione di cenere vulcanica che si sta disperdendo in direzione Nord-ovest.
L’attività stromboliana rappresenta un livello relativamente contenuto di eruzione, caratterizzato dall’espulsione di scorie incandescenti, lapilli e piccole bombe di lava, che possono raggiungere altezze di decine o centinaia di metri sopra la bocca eruttiva, senza generare le colate laviche più imponenti tipiche di altre fasi eruttive del vulcano.
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Il tremore vulcanico su valori alti
I sismografi dell’INGV hanno registrato ampie oscillazioni nell’ampiezza media del tremore vulcanico, portatosi nella fascia dei valori più elevati, con un incremento improvviso proprio intorno alle 3:30. Le sorgenti del segnale sono localizzate nell’area dei crateri Voragine e Bocca Nuova, a una profondità di circa 3.000 metri sopra il livello del mare.
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L’aeroporto di Catania resta operativo
Nonostante la ripresa dell’attività eruttiva, al momento non si registrano impatti sull’operatività dell’aeroporto di Catania. Il codice VONA, l’allerta destinata all’aviazione civile, resta infatti sul livello verde, il più basso della scala, a differenza di quanto accaduto in altre occasioni recenti.
Non è la prima volta quest’anno
L’Etna, uno dei vulcani più attivi d’Europa, aveva già dato segnali di irrequietezza a inizio luglio 2026, quando un’eruzione precedente aveva prodotto una nube di cenere alta circa 1,5 chilometri dal medesimo Cratere Voragine. In quell’occasione l’attività vulcanica aveva costretto lo scalo catanese a dirottare o cancellare diversi voli, un impatto che al momento non si sta invece registrando con la nuova fase eruttiva.
Un vulcano costantemente monitorato
Le squadre dell’INGV continuano a monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno attraverso la rete di telecamere e sensori dislocati sul vulcano, pronte ad aggiornare il livello di allerta qualora l’attività dovesse intensificarsi ulteriormente nelle prossime ore.
Fonte: Geopop, articolo di Sara Brugnoni, con dati dell’Osservatorio Etneo INGV