È morto Francesco Guccini, uno dei cantautori e intellettuali più importanti dell’ultimo secolo in Italia. Aveva 86 anni. Le sue condizioni di salute, non ottime negli ultimi tempi, sono precipitate nella serata di ieri, 5 agosto.

Il messaggio della famiglia
Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia, con una nota in cui si legge che, nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata. La famiglia ha chiesto che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringraziando anticipatamente chi vorrà unirsi al lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere a chi lo ha amato di salutarlo, è stata annunciata anche una cerimonia commemorativa pubblica nel mese di settembre.
Gli ultimi anni, tra malattia e amore per la lettura
Nel 2025 Guccini era stato ricoverato in ospedale, restando poi costretto a casa per circa 18 mesi. Solo pochi mesi fa era uscito per partecipare alla mostra a lui dedicata, “Canterò soltanto il tempo”, ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia. Negli ultimi anni un problema alla vista gli aveva progressivamente impedito di leggere, una delle sue passioni più grandi, costringendolo a rifugiarsi negli audiolibri e nella televisione.
Un’infanzia sull’Appennino e gli esordi nella musica
Nato a Modena il 14 giugno 1940, pochi giorni dopo l’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, Guccini trascorse l’infanzia sulle montagne dell’Appennino, a Pavana, luogo a cui dedicherà il suo primo romanzo, “Croniche Epafàniche”. L’incontro con la musica arrivò quasi per caso, dopo un’intervista a Domenico Modugno realizzata come cronista della Gazzetta di Modena, che lo spinse a scrivere la sua prima canzone, “L’Antisociale”.
Il grande successo: da “Radici” a “Via Paolo Fabbri 43”
Dopo gli esordi con l’Equipe 84 e i Nomadi, il primo grande successo arrivò nel 1972 con l’album “Radici”, che contiene brani entrati nella storia della musica italiana come “La Locomotiva”, “Piccola città” e “Il vecchio e il bambino”. Il successo commerciale arrivò invece nel 1976 con “Via Paolo Fabbri 43”, contenente “L’Avvelenata”, diventato uno dei suoi brani più iconici.
Nella sua lunga carriera Guccini ha pubblicato 30 album, di cui 17 in studio, ricevendo cinque targhe Tenco, l’ultima nel 2015 alla carriera. Il suo ultimo lavoro discografico, “Canzoni da intorto”, risale al 2022.
Scrittore, insegnante e voce critica della società
Oltre alla musica, Guccini è stato anche scrittore, pubblicando 26 libri tra il 1989 e il 2020, e insegnante di lingua italiana al campus bolognese del Dickinson College. Tra i temi ricorrenti della sua produzione, sia musicale che letteraria, i grandi personaggi storici, i dialoghi immaginari e figure della cronaca contemporanea, come Carlo Giuliani, raccontato nel brano “Piazza Alimonda”.
Vicino alla sinistra ma da sempre restio alle etichette, si è definito nel corso della sua vita un anarchico di forte matrice liberale. Nel 2004, per iniziativa dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Un vuoto per la cultura italiana
Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una delle voci più autentiche e influenti della canzone d’autore italiana, capace per oltre sessant’anni di intrecciare musica, letteratura e impegno civile in un percorso artistico che ha attraversato e raccontato profondamente la storia del nostro Paese.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Vincenzo Nasto