L’estate non ha alcuna intenzione di lasciare l’Italia. Negli ultimi due giorni di agosto il sole torna protagonista praticamente ovunque, con temperature che restano molto elevate e picchi fino a 40 gradi in diverse zone del Paese. Ma le tendenze a lungo termine indicano un cambio di scenario in arrivo con l’inoltrarsi di settembre.

Caldo ancora protagonista nella prima parte di settembre
Secondo le tendenze elaborate da 3BMeteo, l’anticiclone africano resterà defilato alle basse latitudini mediterranee, ma continuerà a influenzare soprattutto il Centro-Sud, mantenendo condizioni stabili e temperature ancora elevate. Il meteorologo Edoardo Ferrara spiega che il grande caldo proseguirà probabilmente per tutta la prima decade di settembre, con valori ben sopra i 30 gradi e picchi che potranno superare i 38-40°C, soprattutto al Sud e sulle isole maggiori.
Il Nord più esposto alle infiltrazioni atlantiche
Lo scenario sarà diverso sulle regioni settentrionali. Il Nord Italia si troverà infatti sul margine dell’anticiclone e sarà più esposto alle infiltrazioni umide e instabili provenienti dall’Atlantico, con il rischio di rovesci o temporali anche di forte intensità, in primis su Alpi, Prealpi e Piemonte, ma occasionalmente anche sulla Pianura Padana.
Il Mediterraneo resta un accumulatore di calore
La persistenza dell’anticiclone continuerà a garantire condizioni miti, con valori termici diffusamente sopra le medie. Questa anomalia è strettamente collegata allo stato del Mediterraneo, che dopo tre mesi di caldo estremo ha accumulato un surplus termico significativo, di circa 5 gradi oltre la norma. Il mare continua così a rilasciare calore verso l’atmosfera, mantenendo un clima insolitamente dolce per l’inizio dell’autunno meteorologico.
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Lo “sblocco atlantico” a metà mese
Le tendenze a lungo termine lasciano intravedere quello che viene definito uno “sblocco atlantico“, cioè una ripresa del flusso perturbato proveniente dall’Atlantico verso l’Europa e il Mediterraneo. Solamente dopo il 15-20 settembre potrebbe avvenire questo primo sblocco atmosferico, con la ripresa del flusso perturbato che porterebbe diverse perturbazioni a interrompere bruscamente le fasi miti e soleggiate, provocando precipitazioni che localmente potrebbero risultare abbondanti.
Il rischio di fenomeni intensi
Il passaggio di questi fronti instabili su un mare così caldo esalterà i contrasti termici, innalzando il rischio di fenomeni intensi. Un elemento da monitorare con attenzione sarà proprio il calore accumulato dal Mediterraneo: l’arrivo di masse d’aria più fresche sopra acque molto calde può accentuare i contrasti termici e fornire maggiore energia all’atmosfera, aumentando le condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali particolarmente violenti.
Un’estate spaccata anche a livello geografico
Secondo l’analisi del climatologo Andrea Giuliacci, la fine di agosto non vedrà grossi cambiamenti nel meteo, con l’alta pressione alimentata dall’aria calda proveniente dal Nord Africa che continuerà a interessare il Paese, soprattutto al Sud e sulle isole, dove sono attesi ancora picchi prossimi ai 40°C.
Un’ipotesi ancora da confermare
È bene sottolineare come si tratti al momento di una tendenza, non di una previsione certa: è ancora troppo presto per stabilire con esattezza dove e con quale intensità potrebbero verificarsi le precipitazioni legate all’eventuale sblocco atlantico. Gli aggiornamenti dei prossimi giorni permetteranno di definire con maggiore precisione tempistiche e caratteristiche di questo possibile cambio di scenario.
Fonte: Leggo.it, iLMeteo.it, Il Messaggero, PisaToday, con dati di 3BMeteo e dichiarazioni di Edoardo Ferrara e Andrea Giuliacci