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El Niño, l’Onu avvisa: “Il pianeta è entrato in una fase di grave pericolo”

03/09/2026 15:24

Il clima mondiale entra in una fase che desta crescente preoccupazione. Le temperature continuano a salire e, mentre gli effetti del riscaldamento globale si manifestano attraverso eventi meteorologici sempre più difficili da gestire, un altro grande fenomeno climatico si prepara a incidere sull’equilibrio del pianeta: El Niño, destinato secondo le stime a raggiungere un’intensità particolarmente elevata.

El Niño, l'Onu avvisa: il pianeta è entrato in una fase di grave pericolo climatico

L’allarme di Guterres: “Acque inesplorate”

A lanciare l’allarme è stato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, secondo cui El Niño starebbe assumendo proporzioni gigantesche, spingendo il pianeta in quella che ha definito la “zona di pericolo” delle condizioni meteorologiche estreme, con acque che il segretario ha descritto come “inesplorate” e in costante riscaldamento.

Il fenomeno resterà “molto intenso” fino a febbraio

Secondo le stime dell’agenzia Onu per il clima, il fenomeno sarebbe destinato a diventare molto intenso e, con elevata probabilità, a proseguire almeno fino a febbraio, modificando i normali schemi delle precipitazioni e delle temperature in diverse aree del mondo.

Il monito della responsabile dell’Omm

Sulla gravità dello scenario è intervenuta anche Celeste Saulo, segretaria generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, secondo cui El Niño avrebbe il potenziale per infliggere un colpo devastante a comunità ed economie di tutto il mondo, con sconvolgimenti da siccità e inondazioni già osservabili e destinati ad aumentare con l’intensificarsi del fenomeno.

“Mai prima d’ora una mobilitazione simile”

Saulo ha sottolineato come, nei cinquant’anni di storia dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, non fosse mai stata avviata una mobilitazione di tale portata insieme ai servizi meteorologici e idrologici nazionali, ritenuti fondamentali per fornire previsioni utili a salvare vite umane e mezzi di sussistenza.

Gli effetti attesi in giro per il mondo

Tra le conseguenze segnalate figurano l’aggravarsi degli incendi boschivi in Indonesia e l’indebolimento delle piogge monsoniche fondamentali per l’India. Ulteriori rischi riguarderebbero l’Australia, dove aumenterebbe il pericolo di incendi, e il Sudamerica, dove si teme un’intensificazione dei fenomeni di inondazione.

Il più intenso degli ultimi mille anni

Secondo la valutazione riportata dal Guardian, l’attuale episodio di El Niño potrebbe risultare il più intenso degli ultimi mille anni, aggiungendo ulteriore calore a un’atmosfera già segnata da un rapido riscaldamento.

Il timore per il 2027

Tra le conseguenze indicate figura anche quella relativa ai record di temperatura: il calore prodotto dal fenomeno potrebbe contribuire a rendere il 2027 l’anno più caldo mai registrato, superando i precedenti primati.

Fino a 50 milioni di persone a rischio fame

Particolarmente allarmante è il dato diffuso ad agosto dal Programma Alimentare Mondiale, secondo cui El Niño potrebbe spingere circa 50 milioni di persone verso una condizione di fame acuta, per le ripercussioni attese sulla disponibilità di acqua e sulle coltivazioni in diverse aree del pianeta.

Fonte: The Social Post, articolo di Delfina Rebecchi, con dichiarazioni di António Guterres (Onu) e Celeste Saulo (Omm)

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