Tutto può cominciare con una notifica apparentemente innocua: un indirizzo email modificato, un nuovo numero di telefono associato al profilo, o un messaggio che segnala il cambiamento delle credenziali. Comunicazioni che rischiano di passare inosservate, ma che potrebbero nascondere il tentativo di un truffatore di impossessarsi dell’identità digitale della vittima. È quanto sarebbe accaduto ad alcuni pensionati di Ragusa.

L’allarme della Direzione regionale Inps Sicilia
Dopo gli episodi segnalati, la Direzione regionale dell’Inps Sicilia ha richiamato l’attenzione degli utenti sulla sicurezza dei propri dati e sulla necessità di controllare con regolarità i recapiti presenti negli archivi dell’istituto. Il rischio, spiega l’Inps, è che persone non autorizzate riescano ad accedere all’area personale MyInps utilizzando credenziali sottratte.
Come agiscono i truffatori
Una volta entrati nell’area riservata, i malintenzionati potrebbero modificare i contatti registrati e le modalità di pagamento delle pensioni o delle altre prestazioni, rendendo più difficile per il titolare accorgersi in tempo dell’operazione fraudolenta in corso.
Le tecniche più diffuse: phishing, smishing e spoofing
Secondo quanto più volte segnalato dallo stesso Istituto, le truffe a danno dei pensionati passano principalmente attraverso alcune tecniche ricorrenti: il phishing, ovvero email ingannevoli che chiedono l’aggiornamento di dati personali o coordinate bancarie; lo smishing, cioè sms che sembrano provenire dall’Inps con link a siti fraudolenti; lo spoofing, la manipolazione del numero chiamante per far apparire una telefonata come proveniente realmente dall’Istituto; e i falsi operatori telefonici, che si spacciano per dipendenti Inps richiedendo dati sensibili.
Cosa fare per proteggersi
L’Inps raccomanda innanzitutto di controllare periodicamente la propria posta elettronica, inclusa quella associata al proprio profilo MyInps, e di verificare con regolarità i recapiti telefonici e gli altri contatti telematici registrati negli archivi dell’Istituto.
Ulteriori regole di prudenza riguardano la gestione delle comunicazioni sospette: non bisogna mai cliccare su link presenti in sms o email non richieste, né fornire dati personali o bancari per telefono. In caso di dubbio sull’autenticità di una comunicazione, la raccomandazione è di verificarla sempre contattando direttamente l’Inps attraverso i canali ufficiali, evitando numeri o link indicati nel messaggio sospetto stesso.
Nessun profilo Inps su app di messaggistica
L’Istituto ricorda inoltre di non avere alcun profilo istituzionale attivo su piattaforme di messaggistica istantanea come WhatsApp, Telegram, Signal o WeChat: qualsiasi comunicazione ricevuta tramite questi canali a nome dell’Inps deve quindi essere considerata sospetta.
Un fenomeno in crescita, attenzione massima per gli anziani
Le truffe a tema Inps, del resto, non sono un fenomeno nuovo: l’Istituto segnala periodicamente nuovi tentativi di phishing e raggiro, invitando in particolare le persone più anziane, spesso meno attrezzate a riconoscere una comunicazione fraudolenta, a prestare la massima attenzione e a confrontarsi con familiari o conoscenti prima di fornire qualsiasi informazione personale online o al telefono.
Fonte: Today.it, con approfondimenti da SiracusaNews, CataniaNews e il portale ufficiale Inps