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Vendita dell’oro: cosa sapere prima di vendere

18/09/2026 08:00

Peso, titolo dell’oro, quotazione di mercato e prezzo offerto non sono la stessa cosa. Prima di vendere un gioiello o altro oro usato, conviene capire come vengono determinati questi valori e quali regole si applicano alla compravendita. Ne abbiamo parlato con Marangi (compro oro a Roma), che ci ha spiegato come funziona questo mondo.

Come funziona la vendita dell’oro usato

In Italia la compravendita professionale di oggetti preziosi usati è regolata dal D.Lgs. 92/2017 e può essere svolta da operatori iscritti nel Registro degli Operatori Compro Oro tenuto dall’OAM.

La procedura parte dall’esame dell’oggetto. L’operatore ne verifica caratteristiche, peso e titolo e formula una proposta economica.

La valutazione non è stabilita per legge e può quindi variare da un operatore all’altro. Per questo è utile conoscere almeno indicativamente peso e caratura del proprio oro prima di richiedere un’offerta.

Come si calcola il valore dell’oro da vendere

Il peso di un gioiello non corrisponde necessariamente al peso di oro puro. L’oro viene infatti utilizzato in lega con altri metalli e il dato decisivo è il titolo, che indica la quantità di oro fino presente nell’oggetto.

Un gioiello punzonato 750 contiene teoricamente il 75% di oro puro, pari a 18 carati. Dieci grammi di oro 750 corrispondono quindi a 7,5 grammi di oro fino.

Una stima teorica può essere calcolata con questa formula:

peso netto × purezza × valore dell’oro fino al grammo

Occorre però considerare anche la composizione dell’oggetto. Pietre, perle, elementi in acciaio o altri materiali possono incidere sul peso senza rappresentare oro valorizzabile.

Quotazione dell’oro: perché è diversa dal prezzo offerto

La quotazione dell’oro sui mercati internazionali è un riferimento, non il prezzo che un privato riceve automaticamente vendendo un gioiello.

Uno dei benchmark più utilizzati è il LBMA Gold Price, riferito all’oro fino. Il compro oro, invece, formula una valutazione commerciale sull’oggetto effettivamente presentato.

La normativa italiana distingue esplicitamente questi due valori: nella documentazione dell’operazione devono comparire sia la quotazione dell’oro rilevata da una fonte indipendente sia la valutazione attribuita al bene.

Non esiste quindi una percentuale universale della quotazione che ogni operatore debba riconoscere. Per confrontare più offerte è più utile verificare quanto viene effettivamente pagato per la specifica caratura dell’oro o confrontare direttamente il corrispettivo finale proposto.

Documenti e modalità di pagamento

Prima della vendita, il compro oro deve identificare il cliente secondo la normativa antiriciclaggio. È quindi normale che venga richiesto un documento di identità.

Per ogni operazione deve essere predisposta una scheda con i dati del cliente, la descrizione dell’oggetto, la quotazione di riferimento, la valutazione, l’importo corrisposto, il mezzo di pagamento e due fotografie digitali del bene. Al termine deve essere rilasciata una ricevuta riepilogativa.

Per importi pari o superiori a 500 euro, il pagamento non può avvenire in contanti: deve essere utilizzato uno strumento tracciabile. Si tratta di una soglia specifica per il settore dei compro oro e non va confusa con il limite generale all’uso del contante.

Vendita dell’oro e tasse

Non è corretto affermare che ogni vendita di oro comporti automaticamente un’imposta del 26%.

La disciplina fiscale sulle plusvalenze riguarda, tra le altre fattispecie, la cessione di metalli preziosi allo stato grezzo o monetato. Il tema interessa quindi soprattutto lingotti e oro monetato e non si applica automaticamente alla normale vendita occasionale di un gioiello usato.

Quando l’operazione rientra in questa disciplina, l’imposta sostitutiva è generalmente pari al 26% della plusvalenza realizzata.

Per chi vende oro da investimento è particolarmente importante conservare la documentazione del costo di acquisto. In assenza di una prova del prezzo pagato, il trattamento fiscale può essere molto più penalizzante, perché la base imponibile può coincidere con l’intero corrispettivo ricevuto.

Per oro ereditato, documentazione incompleta o operazioni di valore elevato, è opportuno verificare il trattamento fiscale applicabile prima della vendita.

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