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Ticket sanitari, dal 21 settembre cambiano le tariffe: cosa costerà di più

18/09/2026 10:26

Dal 21 settembre 2026 cambiano le tariffe di numerose visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali erogate attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. La revisione riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica su misura, per un elenco complessivo di 1.063 voci.

Ticket sanitari, dal 21 settembre nuove tariffe per 448 prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale

Perché cambiano le tariffe

Il via libera è arrivato con il decreto approvato il 23 luglio in Conferenza Stato-Regioni, che sostituisce il precedente provvedimento del novembre 2024, annullato dal Tar del Lazio dopo i ricorsi delle strutture private, che ritenevano gli importi insufficienti a coprire i costi reali di tecnologie, personale e materiali sanitari.

Non è un aumento generalizzato

È importante chiarire che non si tratta di un rincaro su tutta la linea. Molte delle visite e degli esami più frequenti restano agli stessi importi: una visita specialistica di controllo continuerà a costare 17,90 euro, una radiografia al torace 15,45 euro, mentre quella al ginocchio 21,15 euro.

Le prime visite più interessate dai rincari

È soprattutto sulle prime visite specialistiche che si concentra una delle principali novità, con aumenti in diversi casi di almeno un euro. La prima visita cardiologica, per esempio, sale a 38 euro. I rincari più evidenti riguardano alcune prime visite, la cardiologia e l’agoaspirato della mammella.

Il prelievo venoso sale a 4,30 euro

Tra i cambiamenti più diffusi figura anche l’aumento del prelievo venoso, che passa da 3,80 a 4,30 euro, mentre per molte altre prestazioni strumentali gli aumenti restano limitati.

Il tetto del ticket resta a 36,15 euro

Nella maggior parte delle Regioni continua ad applicarsi il tetto massimo di 36,15 euro per ricetta per i cittadini non esenti: se, per esempio, gli esami prescritti valgono complessivamente 24 euro, l’assistito paga esattamente quella cifra, mentre se il totale superasse il tetto, il pagamento resterebbe comunque fermo a 36,15 euro.

Chi resta esente dal ticket

Le nuove tariffe non modificano le esenzioni già previste: restano esenti chi ha un reddito basso, patologie croniche o rare, invalidità, oltre a disoccupati e cassintegrati fino al 2026. Va però precisato che chi possiede un’esenzione per patologia cronica o rara non è automaticamente esente da qualsiasi ticket: una prestazione richiesta per un problema non collegato alla propria patologia può restare a pagamento.

Nessuna retroattività per chi ha già pagato

Le nuove tariffe sanitarie non saranno retroattive: per le prestazioni già effettuate e pagate prima del 21 settembre, comprese quelle di luglio e agosto, resta valido il vecchio tariffario, senza alcun conguaglio da versare.

Quando si applica la nuova tariffa

Per le prestazioni fissate dal 21 settembre in poi, può essere applicata la nuova tariffa anche se la prenotazione o la prescrizione risalgono a data precedente, un aspetto da tenere presente per chi ha già in programma visite o esami nelle prossime settimane.

Fonte: Mondo Sanità, Il Gazzettino, Il Mattino, Cittadinanzattiva, Webnews, DiLei

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