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Caso ricina, trovate tracce del veleno negli alimenti sequestrati

18/09/2026 12:15

Emergono nuovi elementi nel giallo di Pietracatella, il caso di duplice omicidio premeditato relativo alla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta lo scorso dicembre.

Caso ricina Pietracatella, nuovo interrogatorio nell’inchiesta

Le tracce di veleno negli alimenti

Secondo indiscrezioni riportate dal Messaggero, gli esperti del Koch Institute di Berlino, incaricati delle perizie dalla Procura di Larino, avrebbero rilevato il veleno negli alimenti sequestrati nell’abitazione di Pietracatella. La sostanza sarebbe risultata letale per madre e figlia, ma non per Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, mentre l’altra figlia della coppia non era presente in casa in quei giorni.

Si attende il rapporto ufficiale tedesco

Per una risposta definitiva bisognerà attendere il rapporto ufficiale dell’istituto tedesco. L’avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, ha spiegato che l’incrocio tra due dati, l’esito delle analisi sugli alimenti presenti nella casa e repertati nell’immediatezza dei fatti, e quello sui 131 prelievi effettuati a luglio, potrà confermare o escludere il veicolo che ha portato alla morte di Sara e Antonella.

Circa 200 persone ascoltate

Sul fronte investigativo, sono circa 200 le persone ascoltate finora dagli inquirenti. Nelle ultime settimane diverse testimonianze sono state nuovamente approfondite, con particolare attenzione alla ricostruzione dei rapporti personali e familiari attorno alla famiglia colpita dalla tragedia.

Le ultime testimonianze raccolte

Nei giorni scorsi è stata nuovamente ascoltata Laura Di Vita, cugina di Gianni, che sarà riconvocata la prossima settimana per la sua sesta audizione. È stata sentita anche un’altra cugina, Loredana, che vive a Pietracatella. Domenica è stata risentita Monia, professoressa dell’istituto agrario di Riccia e amica di Gianni, oltre a Maria Antonietta, vicepreside del liceo classico frequentato da Alice, sorella maggiore di Sara, e moglie dell’infermiere che somministrò le flebo a madre e figlia a Santo Stefano.

La pista passionale al centro delle indagini

Gli investigatori starebbero inquadrando un movente intrecciato soprattutto attorno alla pista passionale, senza che al momento risultino formalmente indagati per il duplice omicidio.

Un’indagata per favoreggiamento

Nel fascicolo della procuratrice Elvira Antonelli risulta indagata per favoreggiamento un’amica di Antonella Di Ielsi, che non avrebbe raccontato agli inquirenti come la donna le avesse già accennato, fin dal 2019, all’intenzione di divorziare dal marito.

Fonte: Open, articolo di Ettore Ambrosi, con ricostruzione de Il Messaggero

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